Archivio mensile:novembre 2012

Parodontite o piorrea

Parodontite o piorrea, prevenire è meglio che curare!
Molti di noi probabilmente non conoscono quali sono le patologie che possono
attaccare i nostri denti fino a renderli vulnerabili e indifesi
, molti anni
fa l’informazione in campo odontoiatrico non era così diffusa come oggi e
quindi la maggior parte delle persone non informate si ritrovavano a perdere i
loro denti prematuramente senza sapere nemmeno il perché.

Oggi invece con i mezzi d’informazione moderni e con una più
accurata prevenzione da parte anche dei professionisti del settore, si sono
venute a conoscere molte patologie
dentali
un tempo sconosciute; una di queste, e sicuramente la più
aggressiva e dannosa anche dal punto di vista estetico, è sicuramente la parodontite o piorrea.
In termine scientifico la parodontite o piorrea è l’infiammazione del parodonto, e cioè la
parte che sta  intorno alla radice dei
denti come gengive, legamenti alveo-dentari, alveoli e apparato osseo; questo
dipende da una scarsa pulizia dei denti o da un’errata igiene dentale che, se
protratta nel tempo, può causare dei fenomeni inarrestabili come le così dette “tasche parodontali”, che non sono altro
che il distacco delle gengive dai denti.
Provate solo ad immaginare il dolore che possono causare
queste patologie dentali e
soprattutto i danni irreversibili che si possono verificare sulla nostra
dentatura; se non si interviene in tempo infatti i denti inizieranno  a vacillare senza più nessun sostegno con
l’inevitabile caduta. L’unico rimedio è
quello di provvedere a sostituire i denti caduti con una dentiera tutta nuova
,
ma molto spesso il fenomeno della piorrea o parodontite può avvenire anche in
tempi prematuri causando danni anche a livello psicologico, dovuti alla perdita prematura  dei denti.
Intervenire in tempo a volte si può, i primi rimedi sono
infatti una diagnostica dentale per poter individuare l’entità delle tasche parodontali e la perdita di supporto
dei denti
, si può intervenire con la rimozione di tutti gli agenti che
causano la malattia levigando le radici dei denti e dopo circa 3 mesi da questa
operazione, se non si sono ottenuti gli effetti voluti, sarà necessario intervenire
chirurgicamente  per correggere le parti
malate. Un consiglio su tutti però è certamente uno: pulite i vostri denti e fate una corretta igiene dentale sempre! 

Ascesso dentale, quali sono le cause e quali sono i sintomi

L’ascesso dentale
non è altro che un cumulo di pus provocato da un’infezione dei tessuti che
circondano un dente come la gengiva, l’osso
mandibolare o la polpa del dente
; esistono generalmente due tipi di ascesso
che sono quello dentale parodontale,
che colpisce direttamente gli apparati che sostengono un dente come la gengiva
o il legamento, e l’ascesso dentale
periapicale
che è conseguenza di un’infezione della polpa dentale.

Le cause di un
ascesso possono essere molteplici
ma le più comuni sono quelle dovute a
carie difficili o lesioni gravi, queste cause provocano appunto la formazione
di pus che colpisce denti e gengive circostanti. Altre cause comuni di un ascesso
possono essere anche una cattiva igiene orale o la conseguenza di un intervento
sui denti riuscito male; insieme a questi fattori scatenanti esistono anche
malattie da reflusso, fumo, alcool e secchezza delle fauci che possono provocare ascessi dentali
importanti.
I sintomi di un
ascesso sono subito percepibili e si manifestano con il più comune e il più
feroce dei mal di denti
che si unisce al gonfiore delle gengive, si avverte
un’alitosi persistente e un’ipersensibilità dentale che può sfociare anche in
febbre acuta e ingrossamento dei linfonodi del collo. Per fare una diagnosi
semplice ma esatta di un
ascesso dentale
il dentista farà un esame anamnestico raccogliendo
tutti i sintomi del paziente, per poi passare ad un esame fisico che consisterà
nel valutare la sensibilità al dolore toccando la parte dove è presente
l’infezione.
Le terapie più comuni per curare un ascesso sono a base di
antibiotici ed eventualmente di antidolorifici per sopportare meglio il dolore,
si potranno anche fare delle operazioni di drenaggio per tentare di asportare
più pus possibile dalla parte malata; quest’ultima operazione risulterà
fondamentale per accelerare il processo di guarigione del paziente.

La stomatite

Una delle patologie più comuni del cavo orale è la
stomatite, una malattia fastidiosa e
dolorosa che colpisce le parti molli della bocca come palato, lingua, guance,
labbra e gengive
; la causa di questa particolare patologia va ricercata
nella scarsa igiene orale e nella probabile presenza nel cavo orale di batteri,
funghi o virus.

La stomatite si può
verificare anche per la carenza di vitamina B12, B6 e B1, ma può svilupparsi
anche per cause che appartengono molto spesso ai ritmi della vita moderna come
stres
s, stati ansiosi o reazioni allergiche accompagnate molto spesso anche
da alitosi.

Sarà comunque molto importante stabilire perché si è
verificata la stomatite che può essere
batterica
, virale o anche autoimmune; all’inizio la patologia si manifesta
con la comparsa di afte, che sono delle vere e proprie ferite ulcerose che
intaccano le mucose della bocca, a volte sono la conseguenza di carie,
gengiviti, intossicazioni o uso di alcuni farmaci sbagliati.
La tipologia di
stomatite più diffusa è comunque la stomatite aftosa
, che viene
riconosciuta dalla presenza appunto di afte all’interno del cavo orale; segue
poi la stomatite erpetica che si
caratterizza per la presenza di piccole vesciche
sempre insite nel cavo
orale e la stomatite così detta da nicotina che è tipica del fumatore che fa
uso frequente di tabacco.
Ma come possiamo frenare una stomatite in fase degenerativa? I primi rimedi da usare sono
l’assunzione di farmaci antisettici che disinfettano le parti malate e
alleviano il dolore delle afte che possono essere curate anche con
antidolorofici; la sensazione di malessere causata appunto dalle lesioni
presenti nel cavo orale diminuiranno notevolmente.
Se ci troviamo invece
in presenza di stomatiti causate da azioni batteriche allora i dentisti
interverranno con l’uso di antimicotici
, che saranno utili nelle
disinfezione del cavo orale e nel ridurre notevolmente l’espansione
dell’infezione. Lo studio accurato dei sintomi comunque sarà di fondamentale
importanza per capire che tipo di cura scegliere e che tipologia di stomatite ci si troverà a curare.

Lo sbiancamento dentale

Molto spesso avere un sorriso seducente e accattivante
dipende anche dal colore dei nostri denti, sembra una cosa scontata ma avere denti sani e soprattutto bianchi non è
cosa da tutti; si fa di tutto infatti pur di avere una dentatura bianca e
splendida e attualmente si fa uso di vari processi di sbiancamento dentale per far ritornare i nostri denti al colore
brillante di un tempo.

Il processo di
sbiancamento dentale è un trattamento molto richiesto perché è l’unico che
ridona la lucentezza di un tempo ai nostri denti
ed è l’unico sistema che
può essere fatto anche a livello domiciliare con tecniche e metodi molto
semplici. Il trattamento di sbiancamento
dentale riporta i denti ad un colore bianco naturale
, la perdita di colore
e delle macchie scure presenti sulla dentatura sono la conseguenza di un igiene dentale scarsa e
all’assunzione di sostanze o cibi che macchiano la parte esteriore del dente
come caffè, fumo, liquirizia e coloranti in genere.
Si può quindi scegliere tra i vari metodi di sbiancamento dentale sia a livello professionistico che
con metodi fai da te
, i risultati sono garantiti e il colore dei denti
ritornerà quello di un tempo anche con il rischio di schiarire leggermente le
tonalità originali del dente.
Per
uno sbiancamento professionale dei denti ci si può recare da un dentista che
userà agenti sbiancanti chimici ad alta concentrazione
e, grazie
all’uso delle lampade specifiche potenziate, favorirà l’azione di questi
sbiancanti fino in profondità. L’intervento professionale di questo tipo
garantisce risultati maggiori di un trattamento fai da te, che invece potrà
essere fatto con dentifrici abrasivi e paste a granulometrie differenti.
I risultati sono comunque garantiti e i nostri denti
torneranno al colore originale o perlomeno più bianchi di prima, è anche
necessario però che i denti vengano lavati e spazzolati alla fine di ogni pasto
e venga fatta una detartrasi periodica almeno ogni 6-12 mesi.

L’alitosi

L’alitosi è uno
dei fenomeni più comuni che si verifica quando si trascurano le più elementari
forme di igiene orale e di pulizia dentale, questo può causare imbarazzo sia in
chi è colpito da questo fenomeno e sia verso l’interlocutore che, trovandosi a
distanza ravvicinata, avverte il cattivo
odore dell’alito
causando spiacevoli situazioni.

L’alito
innanzitutto, formato dal vapore acqueo, è costituito dall’aria che viene
espirata con il miscuglio di gas e scorie microscopiche; nei soggetti sani e
che non trascurano l’igiene orale, il
fenomeno dell’alitosi
è praticamente assente, mentre viceversa, l’alitosi si trasforma in cattivo odore
e alito pesante.
L’alitosi
generalmente si manifesta in due modi
, quella transitoria che si verifica
in particolari momenti della giornata ma che viene, grazie ad una corretta igiene orale, spazzata via
dal cavo orale insieme ai batteri così detti anaerobici, che sono i principali
responsabili del fenomeno. Essendo il primo caso un fenomeno fisiologico, il secondo tipo di alitosi è invece una
patologia persistente e che deriva da malattie sistematiche gravi
come il
diabete mellito o un’insufficienza renale cronica, in questo caso un’igiene
orale corretta non basta a debellare il fenomeno dell’alitosi.
I principali rimedi contro questo sgradevole problema vanno
approfonditi con l’intervento di un bravo dentista che saprà ricercare le cause che determinano il fenomeno
dell’alitosi
; molto spesso infatti, oltre ad una corretta igiene orale,
bisognerà risolvere questo problema con cure appropriate, debellando eventuali patologie dentali o gengivali che
potrebbero essere causa dell’alitosi
.
Il 90% dei casi
dell’alitosi è però dovuta ad una sbagliata e scorretta pulizia dentale
,
mentre per  il restante 10% dei casi il
fenomeno dipende dalla presenza di carie dentali, ricostruzioni dentali mal
eseguite e ingestione di alimenti e bevande così detti alitogeni come aglio, cipolla e particolari spezie.
Nelle casistiche più comuni si può combattere l’alitosi grazie all’uso di metodi per la pulizia
dentale come il filo interdentale, lo spazzolino e l’uso di un buon collutorio
,
anche l’uso limitato di cibi e bevande che provocano l’alito cattivo saranno di
grande aiuto.

Rapporto tra artrite e denti

Artrite e denti: c’è
connessione?
Pare di si. Secondo uno studio svolto dalla dottoressa Melissa
Cantley, insieme ai professori David Haynes e Bartold Mark, ricercatori
dell’Università di Adelaide, pare che ci sia un rapporto ambivalente tra artrite reumatoide e denti e gengive.
Chi soffre di artrite può essere soggetto alla
caduta dei denti, così come chi ha problemi dentali può sviluppare i sintomi
dell’artrite.
Lo studio è stato condotto su un modello animale
ed è stato constatato che c’è un rapporto tra l’infiammazione delle gengive e
quella dei tessuti. L’artrite oltre a infiammare i tessuti ossei, ne causa la
perdita e ciò si può riscontrare anche nell’ apparato orale, per cui pare che vi
sia un legame, dimostrato concretamente sugli animali studiati, i topi: quelli
affetti solo da artrite reumatoide   perdevano densità e massa ossea non solo nel
corpo, ma anche nella bocca, così come quelli affetti solamente da una malattia
dentale la perdevano nelle articolazioni.
Questa scoperta potrebbe portare a curare i
problemi, entrambi, quello dentale e quello dell’artrite, facendo leva sull’ altra
patologia; curando denti e bocca si può curare l’artrite e viceversa e chi lo
sa, magari intervenendo su una malattia si può risolvere qualche disturbo
legato all’ altra.