Archivio mensile:marzo 2013

Protesi dentale

I denti sono la
parte più importante del nostro corpo e nel tempo subiscono danni, deterioramenti
che spesso portano all’estrazione di uno o più denti.

E’ proprio quando
mancano più denti che sorge un problema sia estetico che salutare, e per risolverlo
si può ricorrere ad un buon protesista che aiuterà nella scelta della protesi
più opportuna per la propria bocca.
Ma cos’è una protesi? In pratica è un dispositivo
creato appositamente per la sostituzione dei denti mancanti, e può essere fissa
o removibile.
La protesi dentale fissa si divide in due
tipologie:
1. Protesi fissa su denti naturali, ovvero
corone dentali che aiutano a recuperare i denti danneggiati, e proteggono dalla
sensibilità dentale in tutti quei casi in cui non si può ricorrere all’otturazione,
e le più usate sono quelle di metallo-ceramica. L’installazione avviene su dei
ponti creati tra i denti adiacenti a quelli mancanti.
2. Protesi dentale mobile, ovvero un
impianto facilmente removibile per permetterne la pulizia giornaliera, ed è la
soluzione ideale per chi non ha abbastanza osso per permettere di installare
degli impianti fissi, o per motivi economici. Le protesi dentali mobili possono essere di tipo parzialmente
removibile oppure totalmente removibile (dentiera).

Sbiancamento dei denti

Si tratta di uno
dei trattamenti dentistici più richiesto, poiché l’aspetto estetico del sorriso
e dei denti è importante nella vita di una persona, non solo sul lato
quotidiano ma anche e soprattutto su quello professionale.

Per sbiancamento dei denti, quindi, si
identificano tutte quelle tecniche che portano i denti ad essere più bianchi e
brillanti, o comunque a tornare al loro colore originale eliminando quelle
fastidiose macchie che con il tempo attaccano lo smalto.
Uno dei fattori
legati alla perdita della luminosità dei denti è il fumo, ma anche gli alimenti
risultano parte attiva in questo processo, quali per esempio caffè, liquirizia,
e vari coloranti artificiali.
Diversi sono i trattamenti sbiancanti per i denti,
ormai rapidi e non invasivi, tutti di ottima efficacia, che possono essere
effettuati in uno studio dentistico oppure nei centri estetici specializzati.
Il trattamento sbiancante può essere di
due diverse tipologie:
meccanico, il
risultato si ottiene per sfregamento sulla superficie del dente;
chimico,
utilizzando prodotti chimici, ovvero sostanze decoloranti.
Il trattamento
più comune è quello chimico, con l’utilizzo di sostanze chimiche ad alta
concentrazione potenziate da particolari lampade che permettono un’azione
profonda sul dente. Quello utilizzato comunemente è un gel a base di perossido
di idrogeno al 35-38% c.a.
Le sedute di sbiancamento vanno dai 40 ai
60 minuti e il costo è variabile dai 300 ai 600 euro.

Tecniche di devitalizzazione

La devitalizzazione detta anche terapia endodontica è un operazione
eseguita molto comunemente quando vi sono delle lesioni a livello dentale. Essa,
tramite una particolare procedura, salva il dente che presenta un’infiammazione
o un infezione interna rendendolo ancora utile per molti anni.

Alla base della devitalizzazione vi è quindi la
manifestazione di un dolore o di una frattura del dente. Il dolore deriva dal
tessuto interno chiamato polpa, il quale contiene molti vasi sanguigni e nervi
che nutrono il dente durante la sua crescita. Una volta che il dente è maturato
questo tessuto non è più fondamentale per l’esistenza in vita del dente, in
quanto esso sopravvive anche in sua assenza. Ed è quando la polpa interna
subisce un’alterazione a livello di infiammazione o infezione che entra in
gioco la tecnica di devitalizzazione.
Essa infatti tramite una precisa procedura, estrae la polpa, pulisce i canali
dentali e verifica che non vi sia più alcuna traccia di tessuto e riempie il
tutto con un materiale compatto, di solito il guttaperca. Dopo  questo processo il dente viene rivestito o in
altri casi viene ridotta la sua dimensione per poter essere adoperato insieme a
protesi dentarie.
Un luogo comune
è pensare che la devitalizzazione
sia molto dolorosa. In realtà grazie all’uso di anestetici l’operazione risulta
indolore e soprattutto veloce.

Ricostruzione dentale

Si tratta di uno
degli interventi che più si effettuano negli studi dentistici.
La ricostruzione è diversa dall’otturazione
che è un intervento minimo in quanto la cavità da riempire è minima.

La ricostruzione dentale è un intervento
più complesso e più lungo in quantità di tempo, poiché si tratta di restaurare
parti più grandi del dente.
Se la
ricostruzione non basta oppure non è praticabile sul dente interessato dalla
cura, si dovrà ricorrere alla protesi.
La ricostruzione
viene fatta con un particolare materiale detto amalgama, ovvero lo stesso
materiale dell’otturazione.
Può essere fatta
anche come rimedio estetico, per esempio su un dente rotto a causa di un
trauma, su un dente scheggiato, oppure per correggere difetti o macchie
permanenti sulle pareti dentarie.
Può essere fatta
anche su un dente che è stato precedentemente devitalizzato, e trattato per
ricevere la ricostruzione.
Spesso, in base
al dente da trattare, può rendersi necessaria una ricostruzione pre-edondontica del dente, ovvero il primo passo per
la devitalizzazione vera e propria, che permette di evitare contaminazioni o
infiltrazioni salivari dentro la camera pulpare che potrebbero favorire la
formazioni di granulomi e gravi infezioni nell’osso circostante.
Molto spesso un
dente devitalizzato e ricostruito ha bisogno di aver impiantata una capsula, e
il perno viene impiantato nella radice in modo da sostenere l’incapsulamento.

Digrignare i denti nel sonno

Digrignare
i denti durante il sonno
è un disturbo conosciuto anche con
il nome di bruxismo. Le cause di
questo disturbo sono da ricercare nella natura comportamentale del soggetto che
ne soffre, il quale non sempre ne è consapevole. Infatti il digrignamento dei denti avviene
principalmente di notte, durante la fase del sonno più profonda, ed è per
questo motivo che molto spesso la persona che ne è interessata non lo
percepisce subito se non con alcuni sintomi che potrebbero presentarsi al
risveglio o durante la giornata, come ad esempio l’indolenzimento delle
mandibole causato proprio dalla forte serratura dei denti, o l’insorgenza di
improvvise emicranie o cefalee. Questi disturbi se studiati attentamente
trovano la causa proprio nel digrignamento dei denti. Altri segni evidenti di
questo disturbo sono il consumo dello smalto dentale e lesioni dei denti
stessi.

Le cause del bruxismo sono emotive. Chi digrigna i denti soffre spesso di ansia
o aggressività o ancora tende ad accumulate tensione che viene sfogata proprio
durante la notte.
Una volta
riconosciuto il problema, è possibile intervenire in diversi modi: tramite una
terapia psicologica atta a risolvere i conflitti interiori che generano il
disturbo o tramite l’utilizzo di un apparecchio chiamato bite che proteggono i
denti durante la notte e che svolgono anche una funzione correttiva nel caso in
cui ci sia stato un disallineamento dei denti.