Archivio mensile:luglio 2013

Osteoporosi ed impianti dentali

Prendo bifosfonati in iniezione a causa di un principio di osteoporosi; devo togliere un dente e fare un impianto nell’osso, ci sono rischi di necrosi alla mascella?I bifosfonati vanno sospesi prima di andare dal dentista?



Questa domanda è comune a molte persone. Vediamo di darvi una risposta il più esauriente possibile. Il tessuto osseo è in continua evoluzione, la sua struttura viene continuamente ricostruita grazie al lavoro di alcune cellule, chiamate osteoblasti. I farmaci bifosfonati vengono impiegati nella cura dell’osteoporosi e nei casi di metastasi ossee. Negli anni sono stati parecchi i casi segnalati di necrosi della mascella in persona in cura con questi farmaci in seguito ad un intervento invasivo come un’estrazione dentaria, intervento paradontale e operazione di implantologia. Sono alcune ossa, più di altre, ad essere soggette a queste complicanze: più frequentemente la mandibola e meno il mascellare superiore. Non è chiaro il motivo, ma si pensa sia dovuto al fatto che la mandibola è più soggetta alla masticazione e alla deglutizione, nonché alla presenza di agenti dannosi quali microbici e fungini, normalmente presenti in bocca.

La sospensione del farmaco bifosfonato in previsione di un intervento odontoiatrico non da’ alcuna garanzia, perchè ci sono stati casi di necrosi anche dopo alcuni mesi dalla cessata assunzione. Inoltre il rischio è più alto in soggetti che assumono il farmaco per via endovenosa o muscolare, rispetto a quelli che lo assumono per via orale.
Ma cosa fare nel caso in cui l’intervento è necessario? Il protocollo da seguire consiste in una copertura iniziale per almeno 10 giorni prima dell’intervento con antibiotici e antimicotici per bocca e collutori. Successivamente bisogna sottoporsi ad un’accurata seduta di igiene orale. Solo a questo punto si potrà procedere con l’intervento, dopo il quale, per altri 15 giorni, verrà continuata l’assunzione di antibiotici e antimicotici e collutori vari.
Il consiglio che possiamo dare a chi deve iniziare una cura con i bifosfonati è di recarsi dal dentista e risolvere ogni possibile problema dentale prima di iniziare la cura.

Come tenere puliti i denti?

Sei italiani su dieci non vanno dal dentista. Il risultato è : bocche sempre più rovinate un preoccupante 10% di popolazione che soffre di edentulismo (mancanza totale di denti). Questo è quanto emerge da una recente indagine Istat.
Tra i dati emersi notiamo che ben il 39% di coloro che si sono recati dal dentista lo hanno fatto per un motivo estetico, infatti, noi italiani siamo i primi al mondo nell’uso degli apparecchi dentari, con un milione di impianti all’anno e gli sbiancamenti dei denti hanno registrato un aumento del 30%. Dall’altro canto però possiamo dire che dieci milioni di giovani sotto i 24 anni non si lavano quasi mai i denti. Le conseguenze sono chiare: bel il 71% tra i 20 e i 35 anni ha problemi di carie, gengiviti, tartaro e tasche parodontali.

La colpa di tanta incidenza di problemi dentali è da attribuire ad una scarsa, o totalmente assente, igiene orale e di un uso scorretto dello spazzolino. I denti andrebbero spazzolati entro 20 minuti dalla conclusione del pasto, per evitare l’attaccamento della placca batterica. Lo spazzolamento da sinistra a destra, che siamo abituati a fare, è inefficiente, poichè trascina la placca batterica e la deposita negli interstizi dentali, dove ristagna, favorendo l’insorgere di tartaro e carie. Inoltre tale pratica tende a distaccare la gengiva dai colletti dentali producendo le recessioni gengivali, antiestetiche e fastidiose, in quanto aumentano la sensibilità al caldo e al freddo.

I denti andrebbero spazzolati dall’alto in basso, dalla gengiva verso il dente, con un inclinazione di 45 gradi per rimuovere la placca da sotto il colletto gengivale dei denti superiori. Per i denti inferiori il movimento corretto è dal basso verso l’alto; questa operazione va ripetuta sia sulla parte esterna della dentatura, sia su quella interna, la quale viene spesso trascurata perchè di più difficile accesso. La pulizia della parte masticatoria dei denti posteriori va effettuata spazzolando dal dietro verso l’avanti e viceversa e, solo successivamente, con un movimento laterale, che favorisce la pulizia degli interstizi tra i denti.

Per eliminare la placca è indispensabile l’uso del filo interdentale, l’accumulo di placca in questa zona può causare infiammazioni della papilla, ovvero la gengiva interdentale, che se trascurata può evolvere in piorrea. Il filo interdentale va inserito tra due denti, spinto delicatamente fino a toccare la gengiva e tirandolo verso l’esterno, facendolo aderire bene alla parete del dente. L’azione va ripetuta due volte per interstizio, una per ogni dente che condivide lo stesso interstizio. Esistono diversi tipi di filo interdentale: molto buoni sono quelli piatti, a nastro, che si inseriscono molto bene negli interstizi stretti dei soggetti  con problemi di affollamento e non si sfilacciano, ma rimangono integri.

Soluzioni per alcuni problemi dentali

Se avete denti disallineati, ma solo un pò, potresti utilizzare l’apparecchio invisalign, un allineatore invisibile e mobile che può essere rimosso durante i pasti. Questo apparecchio si porta per almeno 15 mesi, ma corregge solo disallineamenti di lieve entità. Il prezzo è intorno ai 2500 euro.

Se i denti, invece, sono molto disallineati l’apparecchio da mettere è il fisso linguale; gli attacchi sono interni ai denti e l’apparecchio rimane invisibile. Questo tipo di apparecchio è in grado di correggere difetti marcati. Il prezzo è intorno ai 4500 euro.

Se i vostri denti sono macchiati o con una brutta forma la soluzione è nelle faccette in composto o ceramica, modellate sui denti o preparate in laboratorio. Il costo è sulle 500 euro, ma è necessario che i denti da trattare siano sani ed integri.

Se il vostro problema è il bruxsimo, ovvero digrignate i denti durate le ore di riposo, allora bisogna utilizzare il Bite, ma non uno di quelli universali, perchè quelli realmente funzionanti sono quelli fatti su misura. Il prezzo è sui 500 euro.

Qual è il ph giusto dei denti?

Il PH ideale del cavo orale è di 7, 43, perchè un PH acido, attestato per esempio intorno al 5%, provoca l’erosione dello smalto e favorisce la formazione del tartaro. Per misurarlo esistono apposite strisce che si comprano in farmacia.

Dentista antirughe

Cosa ne pensereste se vi dicessimo che hanno inventato un apparecchio per i denti che non serve a raddrizzarli ma a combattere la formazione delle rughe?

Ebbene si, esiste davvero. Si chiama Oralift e serve a contrastare e prevenire rughe e perdite di tono della pelle del viso e del collo.
L’apparecchio è removibile, da inserire in bocca per pochi minuti al giorno, in modo da costringere i muscoli a una ginnastica passiva.
Oralift è controindicato per chi ha problemi articolari o di masticazione.
Il prezzo? Intorno ai 1500 euro.

Filo interdentale o idropulsore?

Spesso ci si è posti la domanda: meglio usare il filo interdentale o l’idropulsore? A questo domanda
rispondiamo noi di Dentiblog.net.

Non sono strumenti alternativi; filo interdentale e
idropulsore, detto anche idrogetto
dentale
, hanno funzioni diverse, quasi complementari. Il primo è necessario
per eliminare la placca batterica, il secondo è indicato per rimuovere
frammenti di cibo da protesi, apparecchi ortodontici e ponti.

Bisogna fare attenzione ad una cosa quando si usa l’idropulsore:
indirizzare correttamente il getto, altrimenti si rischia di danneggiare le
gengive.