Archivio mensile:maggio 2014

Quindicimila dentisti abusivi: un danno per la salute cittadina

L’abusivismo nella sanità
pubblica italiana
è un grave problema che minaccia la salute e la sicurezza
sanitaria dei cittadini.

Purtroppo questo problema coinvolge anche il settore
della salute orale perché le ultime
stime hanno rilevato un numero di circa 15-20 mila dentisti falsi, specialisti abusivi. Una situazione che non solo
mette a rischio la salute delle persone perché potrebbero capitare nelle mani
sbagliate ma anche fiscale perché molti professionisti finti, pur facendosi
pagare stipendi d’oro, non dichiarano al fisco quanto guadagnano e non
certificano la provenienza dei loro strumenti di lavoro, quindi un danno
molteplici quello causato dalla piaga dei dentisti abusivi e altre professioni
mediche.

La ricerca è stata effettuata con stime precise del Coordinamento Nazionale delle Professioni
Sanitaria
(Conaps) che ha denunciato il numero allarmante, l’associazione
denuncia «per ogni professionista sanitario vero, ve ne sono due falsi o che
esercitano pur avendo un profilo differente». A fronte di ciò, sottolinea il
Conaps, «oggi un professionista sanitario vero ha tuttavia ben poche armi per
difendersi: contrariamente ai medici, infatti, non dispone di un Ordine che lo
tuteli e ne sancisca la qualità del lavoro. Uno strumento come l’Ordine sarebbe
utile non solo contro l’abuso di
professione
, ma anche per garantire corretti aggiornamenti e corsi di
formazione, indispensabili per svolgere il proprio lavoro con correttezza e per
essere almeno parificati alle professioni sanitarie europee». A livello
politico si sta affrontando il problema con un DDL contro l’abusivismo
professionale approvato dal Senato che comporterà l’inasprimento delle pene e
Conaps è contenta affermando che si mette freno ad un “fenomeno gigantesco per
un giro di affari da milioni di euro”.

Oral Cancer Day, un mese di visite gratuite contro il cancro alla bocca

Un mese per parlare di salute del cavo orale e soprattutto
di prevenzione del tumore del cavo orale, il cancro della bocca. L’Oral Cancer
Day è stata una giornata di sensibilizzazione che ha visto diverse piazze luogo
di informazioni e visite gratuite presso gli stand di volontari nelle città
aderenti all’iniziativa. L’organizzazione della giornata si deve all’ANDI,
Associazione nazionale dentisti italiani.

“Il tumore del
cavo orale
– spiega la nota de gruppo – è tra le forme tumorali più diffuse
al mondo, altamente invasivo e invalidante”. Si può prevenire, sottolinea
la nota che prosegue dicendo “bastano comportamenti salutari e visite
periodiche per controllare la bocca e imparare a difendersi”.
Il periodo tra maggio e giugno sarà dedicato ancora a tale
argomento, infatti sarà possibile effettuare delle visite gratuite presso gli studi odontoiatri aderenti
all’iniziativa. Per trovare lo studio più vicino alla vostra abitazione potete
riferirvi alla pagina specifica: http://www.oralcancerday.it/nl/ocd_link_646.mn
Inoltre, c’è un numero verde con la quale è possibile
prenotare la visita gratuita o chiede informazioni. Il numero è 800-911.202 per
avere maggiori informazioni sull’iniziativa potete riferirvi al sito
istituzionale: http://www.oralcancerday.it/nl/ocd_home.m

Su scala mondiale il tumore
del cavo orale
o della laringe rappresenta il 10% circa di tutte le
neoplasie maligne negli uomini e il 4% nelle donne (dato ripreso da AIRC). In
Italia ogni anno vengono vengono diagnosticati circa 4500 casi di tumori alla bocca. La prevenzione e l’intervento tempestivo
rappresentano ad oggi il risultato migliore contro la cura e la risposta ai
primi sintomi. Lo screening di routine è consigliato soprattutto per le persone
anziane e in generale la visita periodica da dentista può essere utile per
individuare i primi segni.

L’alitosi fuori casa, come affrontarla?

Il nome scientifico dell’alitosi è bromopnea, si tratta del fenomeno dell’alito cattivo
provocato da scarsa igiene orale o
patologie respiratorie e metaboliche. Il problema sorge a causa dei batteri che
si depositano sulle superfici della bocca o del tratto intestinale.

L’alitosi non è propriamente collegata alla
mancanza di pulizia dei denti ma ad
una serie di fattori che coinvolgono lingua, ambiente della bocca, saliva,
tratto deglutivo e intestinale. E’ la produzione di sostanze chimiche
maleodoranti insieme alla placca batterica compromessa che possono portare al
cattivo odore.

Se il cattivo odore e l’alitosi sono causate dal cibo che
abbiamo mangiato o dal troppo tempo passato dall’ultimo lavaggio dei denti
allora una piccola pratica di igiene orale può aiutare. Ad esempio non è detto
che fuori casa dobbiate portarvi spazzolini
e dentifricio
, che pur sarebbe una buona abitudine. Ad esempio dopo un
pasto o dopo un paio d’ore dal lavaggio basterebbe sciacquare la bocca con un
po’ di acqua tanto per ripristinare la nuova flora batterica. Spray e gomme da masticare possono aiutare, come
anche eseguire gargarismi con prodotti specifici.

Uova di cioccolato e salute dei denti

Il cioccolato fondente fa bene alla salute dei denti, è
dolce e zuccherato per via della preparazione artigianale culinaria ma di per
sé il cacao possiede sostanze antibatteriche che eliminano i rischi connessi
con lo zucchero.

Quindi se mangiate le uova di cioccolato ricordatevi questo
elemento, il danno che può provocare lo zucchero viene attenuato dalle capacità
antibatteriche del cacao. A pubblicare la ricerca sono stati gli odontoiatri di
Roma riuniti in un Congresso Nazionale del Collegio dei Docenti Universitari di
Odontoiatria. Da questo Congresso è venuto fuori questo risultato: il cioccolato fa bene ai denti. A
confermare tale frase anche i pediatri odontoiatri intervenuti nel congresso di
Roma. Un estratto del risultato finale di ricerca ha portato alla seguente
conclusione.

Il cacao amaro contiene antibatterici naturali che impediscono allo
Streptococcus mutans di produrre il glucano, una sostanza appiccicosa che aiuta
i germi ad attaccarsi ai denti formando la placca e creando le condizioni
perché gli zuccheri vengano trasformati in acidi corrodendo lo smalto.

Consumando cioccolato fondente all’80% si può ridurre
il rischio di carie, soprattutto se si ha l’accortezza di non mangiarlo assieme
a dessert troppo ricchi di zuccheri e carboidrati come la colomba pasquale, che
ne vanificherebbero gli effetti positivi
”. È chiaro che le buone pratiche di pulizia dei denti vanno seguite anche se mangiamo il cioccolato
fondente più buono del mondo. Per prevenire la carie il cioccolato può essere
aggiunto nella lista degli alimenti buoni come il formaggio, i mirtilli, le
vedure e altri prodotti che hanno proprietà lenitive e antibatteriche. L’elemento
a cui bisogna stare attenti sono i residui di cibo che rimangono in bocca e per
tale motiva l’igiene orale, la pulizia dei denti periodica è
importante.

La grandezza dei denti e lo sviluppo nella storia umana

La grandezza dei denti è influenzata dalla
grandezza del cranio e dal bisogno del nutrimento. Lo affermano due
interessanti fonti scientifiche: Università di Granada e ScienceDaily.
Secondo
la ricerca, nel genere Homo si è verificato questo fenomeno: a dimensione dei
denti è decresciuta all’aumentare della misura del cervello. Sono stati gli
studi di Juan Manuel Jimenez Arenas e del suo team universitario di Granada a
dimostrare ciò. Nello studio, pubblicato su BioMed Research International, i
ricercatori hanno confrontato la grandezza
di premolari e molari
con il volume del cranio in un’ampia selezione di
primati, dimostrando la relazione esistente fra questi due fenomeni. Jimenez Arenas
e il suo team hanno anche ipotizzato alcune spiegazioni per questa peculiarità:
cambiamenti nella dieta e modificazioni genetiche. Nel primo caso, il salto di
qualità compiuto dalla dieta degli appartenenti al genere Homo attraverso una
maggior assunzione di proteine animali, grassi e oligoelementi avrebbe permesso
un corretto funzionamento del cervello nonostante le ridotte dimensioni
dell’apparato masticatorio. Secondo gli scienziati spagnoli, inoltre, questo
cambiamento andrebbe collegato anche a una modificazione del gene MYH16, che
regola lo sviluppo della muscolatura temporale. L’inattivazione di questo gene,
avvenuta circa 2.4 milioni di anni fa, avrebbe portato a una diminuzione della
grandezza dei muscoli temporali – ai lati del cranio – permettendo al cervello
di crescere senza barriere.