Archivio mensile:maggio 2015

Scoperti i denti da latte più antichi d’Europa: dell’Homo Sapiens

Sono stati scoperti i denti
da latte più antichi dell’Europa
in Italia, sono i resti dell’Homo Sapiens.
Un ritrovamento frutto di due lunghi anni di ricerca, i resti sono stati
rinvenuti rispettivamente alla Grotta di Fumane, in Veneto e al Riparo
Bombrini, il Liguria – due siti preistorici tra i più importanti dell’Italia
settentrionale per studiare il cambio di specie umana- i resti degli individui
più antichi di Homo sapiens rinvenuti in un contesto culturale riferibile al
Protoaurignaziano, e quindi coevi agli ultimi Neandertaliani europei. 

Per la precisione si tratta di due denti da latte che risalgono a ben 400.000 anni fa, le foto di
questa scoperta sono state pubblicate sulla rivista Science, si deve ai
ricercatori coordinati da Stefano Bonazzi, dell’università di Bologna, e Marco
Peresani, dell’università di Ferrara.  E’
stato possibile datare con precisione l’origine dei due denti grazie
all’analisi digitale e a quella del Dna ereditato per via materna (il Dna
mitocondriale). L’esistenza dei due denti era infatti nota da tempo, ma ”finora
non era stato possibile capire se fossero di Neanderthal o Sapiens – chiarisce
Benazzi – perché un po’ rovinati”. Adesso è certo che il Dna estratto dai due
denti è ”attualmente il più antico in Europa per la nostra specie”, rileva.
Il fatto che questi denti
appartengano all’Homo Sapiens
dimostra quindi che l’uomo moderno ”è
entrato in Europa 42.000 anni fa – aggiunge il ricercatore – in un periodo in
cui c’erano anche gli uomini di Neanderthal, contribuendo alla loro
scomparsa”.

Le ultime tracce di Neanderthal risalgono a 41-39.000 anni
fa, ”dopo di che non si trova più niente di loro – aggiunge Marco Peresani –
L’impressione è che l’impatto dei Sapiens, con la loro demografia,
organizzazione sociale, e tutta la loro cultura, abbia soppiantato le forme
umane precedenti, in questo caso i Neanderthal”. Dunque i Sapiens hanno
contribuito alla scomparsa dei Neanderthal, anche se non si sa esattamente
come. ”Si possono fare solo ipotesi – conclude Benazzi – come un attacco
diretto dei Sapiens a danno dei Neanderthal, o una forte competizione per le
risorse innescata dalla più complessa e sofisticata organizzazione sociale dei
Sapiens”.

Calendario della caduta dei denti da bambini: permuta fisiologica

Vediamo adesso il calendario
della caduta dei denti da latte
. Vi ricordiamo che si tratta di un fenomeno
fisiologico che inizia intorno all’età di 6 anni, con lo scopo di far spazio ai
denti permanenti. In gergo medico la
sostituzione dei denti da latte con quelli permanenti prende il nome di
permuta.

Innanzitutto ricordatevi questo schema. I denti da latte, tutti destinati alla
caduta, sono così suddividi per ogni semiarcata dentale: 2 incisivi (uno
centrale più uno laterale), un canino e due molari. Premolari e denti del
giudizio sono assenti nella dentizione da latte.
Passando ai denti permanenti,
quelli che sostituiscono i denti da latte
dopo la caduta sono suddivisi
così per ogi semiarcata dentale. Due incisivi (uno centrale e uno laterale), un
canino, due premolari, 3 molari chiamati primo, secondo e terzo.
Vediamo adesso il calendario
della caduta dei denti
.
Tra i sei e gli otto anni c’è la caduta e la sostituzione
degli incisivi centrali.
Tra i sette e i nove anni invece abbiamo la caduta e
sostituzione degli incisivi laterali.
Tra i nove e i dodici anni è il turno della permuta dei
canini mentre tra i 10 e i 13 anni prima si permutano i primi molari decidui e
poi i secondi molari decidui.
Tra i 6 e sette anni compaiono i primi molari permanenti,
tra i dodici e i tredici anni compaiono i secondi molari o molari dei dodici anni.
Tra i diciassette e i 25 anni crescono i terzi molari detti anche denti del
giudizio.

Quindi, analizzando il calendario
della caduta dei denti
possiamo notare che i primi, secondi e terzi molari
non sostituiscono alcun dente da latte (non hanno un corrispettivo dente
destinato alla caduta). Ricordiamo brevemente che i denti da latte sono 20,
mentre quelli permanenti sono 32.

Calendario dei denti da latte: quando e come crescono

Il calendario dei
denti da latte
è uno di quei regali utili e interessanti che si fanno alle
mamme e ai papà insieme ai libri guida sulla prima infanzia e altre cose.
Quando crescono i
denti ai bambini?

Vi presentiamo con questo elenco il calendario dei denti
da latte. Specifichiamo che l’epoca media in cui spunta il primo dente è
attorno al sesto mese del bambino, in genere spunta sempre l’incisivo
inferiore. Dopo un paio di mese arrivano gli incisivi centrali e si prosegue
con quelli laterali. Ogni quattro, cinque mesi crescono molari, canini e solo
verso i due anni arrivano i secondi premolari. Insomma, lo schema calendario dei denti da latte è questo.

Dal Terzo al sesto mese spunto gli incisivi centrali
inferiori. Tra il Quinto e sesto mese spuntano gli incisivi centrali superiori.
Quindi il bambino è quasi un castoro…
Tenuto conto che la bocca, lo stato di salute di denti e
gengive vanno sempre tenute sotto controllo il calendario dei denti da latte continua così.
Tra il sesto e dodicesimo mese crescono gli incisivi
laterali superiori e inferiori. Il bambino è Dracula… in questa fascia la
dentizione accelera il suo sviluppo visto che si sono fortificate le radici.
Tra il dodicesimo e il diciottesimo mese crescono i primi
molari, quelli che serviranno a masticare. Da qui c’è un’evoluzione della bocca
incredibile.
Tra il diciottesimo e il ventiquattresimo mese spuntano i
canini e dal ventiquattresimo al trentesimo spuntano i secondi molari. Insomma,
la dentizione è completa e a questo punto toccherà controllarla, mantenerla
pulita e senza carie aspettando il momento di caduta che avverrà intorno ai
cinque o sei anni.

Ricordiamo che dai sei mesi è importante iniziare ad usare
lo spazzolino, anche senza dentifricio per levare via placca e batteri con dei
movimento rotatori sui vari denti. Chiedete informazioni al vostro medico di
fiducia.

Denti da latte e prevenzione delle malattie per bambini e mamme

I denti da latte
non sono solo un importante parte del la bocca fondamentali per masticare e
alimentarsi. La composizione biochimica dei denti da latte può essere usato per
trarre conclusioni sulla salute generale di madre e bambino, la composizione chimica dei denti da latte
può essere fonte di informazioni per prevedere
problemi di salute in età adulta
.

Uno studio universitario curato dai
ricercatori di Bradford e Durham stanno portano dei risultati incredibili sulle
informazioni che questa parte del corpo può rivelare e il tutto compiendo delle
analisi sui denti dei bambini e adulti dell’età vittoriane e dell’epoca
preistorica.

Queste conclusioni, spiega lo studio pubblicato
sull’American Journal of Physical Anthropology, saranno ora messe alla prova
anche sui denti dei bambini moderni, nati a Bradford e in Sudan tra il 2007 e
2010. Se saranno confermate anche sulle madri e bambini di oggi, si potrebbe
arrivare ad un semplice test sui denti
dei bambini
per prevedere potenziali problemi di salute in età adulta, come
diabete e problemi cardiaci. ”Lo stress e una dieta povera nella madre –
spiega Julia Beaumont, coordinatrice dello studio – sia durante la gravidanza,
che dopo la nascita, possono avere un impatto sullo sviluppo del bambino. In
passato ciò significava la morte per il bambino, ora è più probabile che il
piccolo abbia maggiori di salute da adulto”. Gli indizi arrivano in
particolare dai livelli degli isotopi di carbonio e azoto nelle ossa e nei
denti, il cui rapporto cambia a seconda della dieta e da cui si può anche
vedere se il bambino è stato allattato, perchè sono più alti nelle persone con una
dieta ricca di proteine e allattate, e minori nei vegetariani. Nei campioni
prelevati in un cimitero irlandese dalle salme morte per fame, si è visto che i
bambini con livelli di isotopi di azoto più alti alla nascita non
sopravvivevano da adulti. Quelli sopravvissuti avevano infatti livelli più
bassi o stabili nella prima infanzia. Risultati simili sono stati riscontrati
anche nel cimitero di Londra su persone dell’epoca Vittoriana, e negli uomini
preistorici della Scozia. Secondo Beaumont, livelli alti di isotopi di azoto
mostrano che le madri erano malnutrite e sotto stress. ”Ciò significa che i
loro bambini non ricevevano tutti i nutrienti necessari – conclude – Il che
spiegherebbe perchè non sono sopravvissuti”.