Archivio mensile:febbraio 2016

Articolatori: simulatori dei movimenti mandibolari

Che cos’è un articolatore?

Un articolatore è uno strumento che riproduce artificialmente la cinematica mandibolare, cioè simula le escursioni delle articolazioni temporo-mandibolari esterne alla bocca. La loro funzione è quella di offrire al tecnico la possibilità di studiare in ambiente extra orale l’occlusione del paziente. Schematicamente un articolatore è composto da due porzioni una superiore, che corrisponde al mascellare e una inferiore che invece riproduce la mandibola. Gli artocolatori seguono diverse classificazioni in base ai criteri utilizzati per distinguerli. Essi in generale possono essere:

  • Articolatori di tipo Arcon (come il whip mix, lo Stuart) in cui le sfere condilari sono situati nella struttura inferiore, che simula la mandibola. La struttura superiore, che simula la cavità glenoidea, porta invece le ceste condilari.

    Figura 17

    In figura è mostrato un articolatore Whip-Mix. Esso presenta delle sfere condilari che non risultano bloccate nella ceste e la parte superiore si può facilmente separare da quella inferiore. La distanza intercondilare si può impostare su tre valori. Questo articolatore è particolarmente adatto ad analizzare i movimenti mandibolari e l’abbinamento con l’arco facciale offre la possibilità di orientare facilmente i modelli delle arcate rispetto al craneo. È utilizzato per la realizzazione di diverse protesi. I suoi limiti sono caratterizzati dall’impossibilità di individuare con precisione l’asse cerniera.

  • Articolatori di tipo non Arcon (come il Dentatus) dove i condili sono fissati alla struttura superiore mentre le strutture che simulano le fosse glenoidee sono in quella inferiore.

  • Articolatori di I classe sono apparecchi molto semplici che permettono solo l’apertura e la chiusura attorno ad un asse trasversale posizionato in modo del tutto casuale.

  • Articolatori di II classe (come gli articolatori a valor medio) che rispetto agli occlusori offrono una maggiore stabilità della dimensione verticale.

    Figura 18

    La figura mostra un articolatore a valor medio, questo strumento non può essere programmato. Il posizionamento dei modelli sugli articolatori a valor medio fa riferimento a due entità anatomiche:

    • il punto occlusale: è un piano ideale al livello del quale si incontrano le due arcate dentali

    • il punto interincisivo: deve sempre coincidere con la punta dell’ago dell’asta incisale.

  • Articolatori di III classe (possono essere semiregolabili o semiadattabili) sono in grado di riprodurre i movimenti mandibolari limite protusivi e di lateralità nei tre piani dello spazio. In particolare negli articolatori semi adattabili per la registrazione dell’angolo dell’eminenza sul piano orizzontale e dell’angolo di Bennett sul piano saggitale si utilizzano le chiavi interocclusali in cera.

  • Articolatori di IV classe (come lo Gnathoscope e Denar) sono gli articolatori che consentono le migliori prestazioni essendo i più complessi e precisi, sono tutti a valore individuale. Vengono programmati mediante registrazioni pantografiche effettuate nei tre piani dello spazio.

Archi facciali e trasferimento dei modelli sull’articolatore

Le registrazioni statiche hanno lo scopo di trasferire sull’articolatore determinati rapporti statici e spaziali rilevati sul paziente.

Quali sono gli strumenti che in odontoiatria permettono di individuare questi rapporti statici? Continua la lettura di Archi facciali e trasferimento dei modelli sull’articolatore

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Il timore di andare dal dentista e provare fastidio o dolore durante la visita accomuna molte persone.

Voler evitare questa sensazione comporta, a volte, la rinuncia ad effettuare una regolare visita di controllo, che invece è di fondamentale importanza per scoprire e prevenire anticipatamente la formazione di carie o altre patologie che possono portare a far ammalare i nostri denti. Continua la lettura di Professionisti affidabili per la cura dei tuoi denti a Roma

Tecniche e strumenti di registrazione dei movimenti mandibolari

I tragitti condilari sono i percorsi che i condili compiono all’interno della cavità glenoidea durante i movimenti della mandibola. Questi tragitti sono molto complessi e si svolgono nelle tre dimensioni dello spazio. L’ampiezza dei movimenti delle articolazioni temporo- mandibolari risulta ridotta all’area limite oltre la quale la capsula e i legamenti non consentono lo spostamento dei condili. Questi tragitti estremi dei condili sono definiti movimenti limite o terminali, mentre l’area descritta dall’insieme dei movimenti terminali prende il nome di area di movimento della mandibola. Continua la lettura di Tecniche e strumenti di registrazione dei movimenti mandibolari

Movimenti mandibolari

Cosa si intende per movimento di un corpo?

Un movimento è un cambiamento di posizione di un corpo nello spazio, questo viene considerato rispetto a un altro corpo fisso detto sistema di riferimento. Il movimento mandibolare è un qualsiasi movimento di posizione che la mandibola è in grado di effettuare rispetto ai piani e agli assi che formano i sistemi di riferimento. L’ampiezza di questi movimenti è vincolata da fattori limitanti, che riguardano i legamenti propri delle articolazioni temporo-mandibolari, e da fattori determinanti, che possono essere sia di natura anatomica che di natura fisiologica. Continua la lettura di Movimenti mandibolari