Archivio mensile:luglio 2016

Sistema sottrattivo del colore e il suo impiego in campo dentale

Nessun oggetto ha il colore in se stesso, ma è la luce che lo colpisce che ne determina l’aspetto cromatico. La luce che appare bianca in realtà è composta da sette colori che rappresentano lo spettro: giallo, arancione, rosso, viola, rosso, viola, blu, verde. La qualità della luce del giorno muta nel corso della giornata in dipendenza del tempo e dell’ora, variando il colore di uno stesso oggetto. Data l’importanza del colore nelle ricostruzioni protesiche, è quindi opportuno che dentista e odontotecnico impieghino una fonte luminosa identica. Continua la lettura di Sistema sottrattivo del colore e il suo impiego in campo dentale

Modelli dentali

I modelli dentali sono delle riproduzioni di arcate dentali. È possibile distinguere i modelli in:

  • modelli da archivio: fissa un momento clinico irripetibile in senso diagnostico e storico. Tale manufatto accuratamente elaborato entra nella gipsoteca, che raccoglie la documentazione dei vari trattamenti. Per ottenere un modello valido è necessaria un’impronta fedele delle arcate dentarie, che permetta il rilevamento non solo degli elementi dentali ma anche di fornici, frenuli e inserzioni muscolari. Le tecniche di taglio per ottenere tale modello possono essere dirette, costituiti soltanto da materiale gessoso e con tempi di lavorazione lunghi ma con un risultato finale molto accurato, o indirette, in questo caso ci si avvale di preformati che presentano una rapida esecuzione a discapito della precisione.

  • modello da lavoro: rappresenta il supporto fondamentale per l’esecuzione in laboratorio dell’apparecchio ortodontico. Molto spesso capita che da una singola impronta si ricava sia il modello da lavoro che quello da archivio.

  • modello con bande in situ: spesso queste bande, una volta scelte e adattate sul paziente, devono essere trasportate sul modello per consentire la costruzione di archi linguali o palatali, archi con molle di avanzamento o dispositivi a bandaggio ridotto. Per poter ottenere la massima precisione l’impronta viene rilevata con bande in situ che vengono rimosse e posizionate nell’impronta in maniera corretta.

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Eziologia e classificazione delle malocclusioni

Il risultato finale di un trattamento ortodontico dipende innanzitutto dalla formulazione del piano terapeutico, da una corretta diagnosi e da una perfetta esecuzione della tecnica impiegata. Il fenomeno eziologico va ricercato nella combinazione dei seguenti fenomeni:

  • Eredità: delle ricerche genealogiche compiute in varie generazioni di alcune famiglie celebri, hanno determinato che alcune anomali dento-maxillo-facciali si trasmettono come i caratteri ereditari descritti da Mendel.

  • Cause patologiche o distrofiche: iperattività o deficienze di alcuni ormoni e vitamine alterano il metabolismo osseo, modificando in eccesso o in difetto lo sviluppo scheletrico e generano anomalie.

  • Cause morfologiche: nel corso della filogenesi si sono determinate delle modifiche nell’impalcatura cranio-facciale dell’uomo. I mascellari, per esempio, hanno subito una graduale diminuzione di volume, senza una conseguente diminuzione di grandezza dei denti.

  • Cause funzionali: rientrano in questo gruppo le cause che provocano un’errata distribuzione delle sollecitazioni che agiscono sulle ossa mascellari e sui denti nelle molteplici attività di respirazione, della deglutizione, del succhiamento e della fonazione

  • Cause locali o dentali: per prevenire le premature avulsioni di denti decidui che possono provocare disquilibri considerevoli nell’organizzazione morfologica delle arcate dentali, è molto importante la terapia precoce delle carie.

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