Archivio mensile:agosto 2017

cefalee con aura, fisiopatologia

Fisiopatologia: cefalee con aura e nevralgie ai denti

In questo post ci concentreremo sulla fisiopatologia, parlando delle cefalee con aura e delle nevralgie ai denti.

Cos’è la cefalea?

La cefalee con aura è una malattia la cui causa è sconosciuta, spesso legata a precedenti familiari. Fa parte delle sindromi dolorose cranio-facciali. Presenta caratteristiche cliniche relativamente costanti. Le cefalee possono essere:

  • Cefalee essenziali. Sono dette anche emicranie perché il dolore è unilaterale, insorge rapidamente, aumenta gradatamente e in poco tempo raggiunge livelli insopportabili.
  • Cefalee sintomatiche. Sono il sintomo di alcune condizioni patologiche come infezioni sistematiche generali, tumori, malattie alle strutture oculari, delle orecchie, del naso, dei seni, dei denti; malattie ai legamenti, alle articolazioni, ai muscoli del plesso cervicale.

Le cefalee con aura sono quelle più diffuse e la manifestazione consiste nell’avere sintomi visivi quali: lampi, scintille luminose o bagliori accompagnati da annebbiamento della vista.

Cos’è la nevralgia?

La nevralgia è un dolore dovuto a lesione irritativa di uno o più nervi sensitivi. E si divide in:

  • Nevralgie primarie, essenziali o idiopatiche. Sono nevralgie che in un primo tempo non hanno una causa apparente. Principale responsabile della malattia è un’ipossiemia generalizzata della porzione centrale del nervo. Tali nevralgie sono caratterizzate da crisi di dolore improvviso e intenso.
  • Nevralgie secondarie o sintomatiche. Sono il sintomo di alcuni quadri morbosi come malattie nervose, cicatrici, stati tossici e processi infetti come herpes e influenza. In queste nevralgie il dolore è continuo e dura a lungo.

Nevralgia del trigemino

La nevralgia del trigemino in genere risulta localizzata a una sola delle tre branche. Se ne distinguono due tipi:

  • Nevralgia essenziale del trigemino. È una sindrome nella quale non è possibile rilevare una causa ben determinata, vi sono solo delle condizioni di predisposizione come: diabete mellito; malaria non curata; ipertensione. Il dolore insorge improvvisamente e inizialmente è di breve durata, per poi arrivare ad un massimo di due minuti. Al dolore si accompagnano altri sintomi quali lacrimazione, arrossamento; in altri casi il dolore risulta più profondo e interessa le arcate dentarie, il palato e la regione linguale. Lo sviluppo di un piano terapeutico, nel caso di nevralgia essenziale, è problematico. Di volta in volta si può tentare con mezzi farmacologici, fisici ed interventi chirurgici.
  • Nevralgia sintomatica del trigemino. Questa sindrome si può collegare ad alcune malattie infettive come la malaria e il tifo; a malattie metaboliche come il diabete; a intossicazioni croniche; ad alcune patologie dentarie e parodontali, denti inclusi. Tale nevralgia secondaria è caratterizzata da dolore meno violento e relativamente continuo. Stabilire una diagnosi per la sua cura presenta gravi difficoltà, infatti vi è l’esigenza di ricercare la sua origine con indagini cliniche, radiografiche e con analisi di laboratorio. La terapia consiste nel trattamento della patologia che ha causato la nevralgia.

Nevralgia del glossofaringeo

Per il nervo glossofaringeo distinguiamo:

  • Nevralgia primaria del glossofaringeo. Insorge con accessi dolorosi che iniziano nella regione della base della lingua e della tonsilla palatina; prosegue verso l’angolo della mandibola e l’orecchio. Solitamente è scatenata dalla ingestione di cibi solidi, dallo starnuto, dallo sbadiglio ecc. Esistono due tipi di terapia: medica, basata sull’uso di analgesici tradizionali, e chirurgica, consistente nella resezione del nervo.
  • Nevralgia secondaria del glossofaringeo. Generalmente associata a neoplasie del rinofaringe o della base della lingua e a tumori che ledono il nervo nel tragitto endocranico. Solitamente, con questa sindrome, il dolore è continuo con evoluzione progressiva. La terapia consiste nel rimuovere la neoplasia responsabile della lesione.

Il mal di testa o cefalee con auraNevralgie facciali

La nevralgia del nervo facciale presenta tutti gli aspetti della sindrome nevralgica: intensità, rapidità, brevità e costanza. Il dolore parte dal condotto e si estende anche al padiglione auricolare e alla zona anteriore ad esso. Distinguiamo:

  • Nevralgia genicolata. È causata dall’irritazione traumatica o infiammatoria delle fibre sensitive somatiche. Questa sindrome, molto rara, è caratterizzata da un dolore acuto ed improvviso che colpisce la profondità dell’orecchio e del meato esterno. L’unico trattamento possibile è la resezione del nervo intermedio.
  • Nevralgia sfenopalatina. Dipende da una disfunzione delle fibre viscerali efferenti. Il dolore è limitato alla metà superiore del viso, si manifesta è prevalentemente durante la notte ed è accompagnato da lacrimazione e senso di ingorgo alla radice omolaterale. Il dolore può essere alleviato mediante antiserotoninici; se questi non sono sufficienti si ricorre all’intervento chirurgico.

Sindromi legate al nervo ipoglosso

Le sindromi legate a questo nervo sono due:

  • Sindrome deficitaria. In caso di paralisi bilaterale si hanno disturbi della fonazione, della deglutizione e della masticazione; se invece la paralisi è unilaterale la sintomatologia è meno appariscente.
  • Sindrome irritativa. E’data da uno spasmo. La lingua viene spinta violentemente verso il palato o verso i denti, tanto da essere lesa. Essendo spasmo, viene esagerato dalle emozioni e cessa nel sonno.

Embriologia generale dell’apparato stomatognatico

Embriologia: Genesi della fossetta buccale e formazioni branchiali

Perché abbiamo la fossetta? Ci sarà capitato di chiedercelo.

Segue articolo esaustivo sulla Embriologia….

Lo stomodeo si forma per introflessione dell’ectoderma nella parte ventrale, dell’abbozzo cefalico, quando l’embrione ha 9-12 gg.

In seguito l’ectoderma viene a contatto con l’endoderma dell’intestino cefalico senza l’interposizione del mesoderma. In tal modo si forma una membrana, detta membrana faringea di Remak, costituita da 2 foglietti (ectoderma e endoderma), che separa la cavità intestinale dall’esterno.

Successivamente, la membrana faringea scompare e l’intestino si mette in comunicazione con l’esterno attraverso lo stomodeo che in seguito costituirà la cavità buccale e le fosse nasali. Continua la lettura di Embriologia generale dell’apparato stomatognatico