resina 3d

La stampa 3D per realizzare modelli di arcate dentali

La tecnologia di stampa 3D sta rivoluzionando molti settori, in particolare sta avendo un ruolo fondamentale in ambito dentale. La realizzazione di arcate dentali, guide chirurgiche pre-intervento, mockup è molto più rapida ed efficiente, utilizzando le stampanti 3D.

 

Questo articolo in particolare ha la finalità di spiegare in modo molto semplice il processo produttivo degli innovativi e discreti apparecchi dentali invisibili. La crescente richiesta di trattamenti ortodontici estetici per allineare i denti, ha infatti portato alla realizzazione di dispositivi dentali (mascherine sequenziali) in materiale trasparente, più confortevoli ed estetici rispetto agli apparecchi in metallo, da sempre incubo degli adolescenti.

 

Il principio di funzionamento è molto semplice: ogni singola mascherina esercita una leggera pressione su alcuni denti, determinandone uno spostamento di 0,2 mm ogni 15 giorni. Il numero di mascherine da utilizzare varia in base all’entità dello spostamento richiesto.

Come vengono realizzate queste mascherine?

1.   ACQUISIZIONE IMPRONTA

 

La prima fase è l’acquisizione dell’impronta dentale, che può essere eseguita con due modalità differenti. Il metodo tradizionale prevede l’uso di un supporto a forma di arcata che viene riempito con una speciale pasta inizialmente morbida. Trascorso il tempo necessario per l’indurimento, il supporto viene rimosso dalla bocca del paziente e l’odontoiatra ottiene il negativo dell’arcata dentale. Per ottenere il modello vero e proprio, si procede al riempimento del negativo con gesso o resine particolari indurenti. Il calco in gesso viene poi scansionato utilizzando appositi scanner ottici (Open Tecnologies), in modo da ottenere il modello in formato digitale.

 

Gli studi dentistici tecnologicamente più avanzati invece, per compiere questa operazione utilizzano un particolare tipo di scanner intraorale (3Shape, PlanScan). Questo dispositivo permette di generare un’immagine tridimensionale (impronta digitale) delle arcate dentali con tempistiche molto ridotte e in modo meno invasivo.

2. REALIZZAZIONE DEL MODELLO DIGITALE TRIDIMENSIONALE

arcate dentali

 

Le impronte dentali (digitali o tradizionali) vengono sviluppate dal laboratorio odontotecnico. Attraverso un software CAD di progettazione tridimensionale viene creato un modello digitale 3D. Questi software permettono inoltre di progettare l’allineamento dei denti in modo di soddisfare la richiesta di prescrizione dell’odontoiatra e le esigenze del paziente. Vengono realizzati una serie di modelli delle arcate dentali con relativa mascherina, ciascuno differente dal precedente di 0,2 mm (spostamento che ogni singola mascherina è in grado di fornire).

3. STAMPA MODELLO 3D

 

A questo punto è possibile sfruttare i vantaggi della tecnologia di stampa 3D. I file CAD delle arcate dentali vengono convertiti in formati compatibili con i software di slicing dedicati delle stampanti 3D. La tecnologia più comunemente utilizzata nel settore odontotecnico è la stereolitografia (SLA), grazie all’altissima precisione dimensionale e grado di dettaglio ottenibile. Questa metodologia è basata sull’indurimento di una particolare resina quando viene colpita da un laser.

Il timelapse seguente mostra la completa realizzazione di un’arcata con la stampante 3D Formlabs Form 2 e con la resina Standard.

 

 

 

Al termine della stampa 3D, i modelli delle arcate vengono estratti dalla build platform per la successiva rimozione dei supporti.

4. POST-CURING

 

La fase successiva alla stampa 3D consiste nel post-curing del modello dell’arcata, tramite indurimento in un forno UV con luce 405nm. Il tempo richiesto varia in base alla grandezza del pezzo, alle caratteristiche tecniche del forno (W/mm2).

 

5. REALIZZAZIONE MASCHERINA PER TERMOFORMATURA

 

La realizzazione vera e propria della mascherina avviene invece per termoformatura. Una sottile lastra di materiale termoplastico viene scaldata e modellata sulla forma di uno stampo (in questo caso il modello dell’arcata dentale precedentemente stampata 3D). La fedele copiatura dell’arcata avviene per mezzo dell’aspirazione dell’aria che rimane tra il film e la superficie dello stampo fino a livelli di basso-vuoto.

 

Una volta che la lastra è completamente raffreddata, la mascherina ottenuta viene rifinita in modo da eliminare eventuali imprecisioni createsi durante la termoformatura, garantendo una distanza di 0.5 mm dal margine gengivale.

 

Questo procedimento viene iterato per tutti i modelli delle arcate in modo da ottenere le diverse mascherine.

 

6. UTILIZZO

 

Il paziente riceve quindi una serie di mascherine, in base alla durata del trattamento,

da cambiare ogni due settimane. Per il corretto funzionamento dell’apparecchio è necessario che le mascherine vengano indossate per almeno 22 ore al giorno.

 

Sei un odontotecnico?

 

Il progresso continua ed è indispensabile che gli studi dentistici siano all’avanguardia della tecnologia, per poter competere con i concorrenti e garantire il miglior risultato possibile ai propri pazienti.

 

E’ il momento di iniziare a sfruttare i vantaggi della stampa 3D per realizzare modelli di arcate dentali:

  • per ottimizzare i tempi. Sfruttando al massimo lo spazio disponibile sulla build platform è infatti possibile stampare fino a 12 mascherine in 12 ore.
  • per ridurre i costi. Il costo effettivo della resina utilizzata per produrre una mascherina è di circa 1.50 €, molto inferiore ai normali costi produttivi per conto terzi.

 

Per avere una campionatura e toccare con mano la precisione delle parti stampate 3D, è possibile richiedere una quotazione inviando una mail a sales@creatr.it.

 

Creatr ringrazia gli odontotecnici e odontoiatri dello Studio Dentistico Gaudium per il prezioso supporto tecnico.

Sistema sottrattivo del colore e il suo impiego in campo dentale

Nessun oggetto ha il colore in se stesso, ma è la luce che lo colpisce che ne determina l’aspetto cromatico. La luce che appare bianca in realtà è composta da sette colori che rappresentano lo spettro: giallo, arancione, rosso, viola, rosso, viola, blu, verde. La qualità della luce del giorno muta nel corso della giornata in dipendenza del tempo e dell’ora, variando il colore di uno stesso oggetto. Data l’importanza del colore nelle ricostruzioni protesiche, è quindi opportuno che dentista e odontotecnico impieghino una fonte luminosa identica. Continua la lettura di Sistema sottrattivo del colore e il suo impiego in campo dentale

Modelli dentali

I modelli dentali sono delle riproduzioni di arcate dentali. È possibile distinguere i modelli in:

  • modelli da archivio: fissa un momento clinico irripetibile in senso diagnostico e storico. Tale manufatto accuratamente elaborato entra nella gipsoteca, che raccoglie la documentazione dei vari trattamenti. Per ottenere un modello valido è necessaria un’impronta fedele delle arcate dentarie, che permetta il rilevamento non solo degli elementi dentali ma anche di fornici, frenuli e inserzioni muscolari. Le tecniche di taglio per ottenere tale modello possono essere dirette, costituiti soltanto da materiale gessoso e con tempi di lavorazione lunghi ma con un risultato finale molto accurato, o indirette, in questo caso ci si avvale di preformati che presentano una rapida esecuzione a discapito della precisione.

  • modello da lavoro: rappresenta il supporto fondamentale per l’esecuzione in laboratorio dell’apparecchio ortodontico. Molto spesso capita che da una singola impronta si ricava sia il modello da lavoro che quello da archivio.

  • modello con bande in situ: spesso queste bande, una volta scelte e adattate sul paziente, devono essere trasportate sul modello per consentire la costruzione di archi linguali o palatali, archi con molle di avanzamento o dispositivi a bandaggio ridotto. Per poter ottenere la massima precisione l’impronta viene rilevata con bande in situ che vengono rimosse e posizionate nell’impronta in maniera corretta.

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Eziologia e classificazione delle malocclusioni

Il risultato finale di un trattamento ortodontico dipende innanzitutto dalla formulazione del piano terapeutico, da una corretta diagnosi e da una perfetta esecuzione della tecnica impiegata. Il fenomeno eziologico va ricercato nella combinazione dei seguenti fenomeni:

  • Eredità: delle ricerche genealogiche compiute in varie generazioni di alcune famiglie celebri, hanno determinato che alcune anomali dento-maxillo-facciali si trasmettono come i caratteri ereditari descritti da Mendel.

  • Cause patologiche o distrofiche: iperattività o deficienze di alcuni ormoni e vitamine alterano il metabolismo osseo, modificando in eccesso o in difetto lo sviluppo scheletrico e generano anomalie.

  • Cause morfologiche: nel corso della filogenesi si sono determinate delle modifiche nell’impalcatura cranio-facciale dell’uomo. I mascellari, per esempio, hanno subito una graduale diminuzione di volume, senza una conseguente diminuzione di grandezza dei denti.

  • Cause funzionali: rientrano in questo gruppo le cause che provocano un’errata distribuzione delle sollecitazioni che agiscono sulle ossa mascellari e sui denti nelle molteplici attività di respirazione, della deglutizione, del succhiamento e della fonazione

  • Cause locali o dentali: per prevenire le premature avulsioni di denti decidui che possono provocare disquilibri considerevoli nell’organizzazione morfologica delle arcate dentali, è molto importante la terapia precoce delle carie.

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Protesi di fissazione e protesi chirurgica

Che cosa sono le protesi di fissazione?

Le protesi di fissazioni sono degli apparecchi odontoiatrici che hanno la funzione di unire saldamente due o più parti del cavo orale diventate mobili a seguito di vari eventi. Le protesi di fissazione sono anche dette ferule, che possono essere di due tipi:

  • ferule ossee: sono impiegati nei casi di frattura dei mascellari, hanno il compito di legare insieme le due arcate temporaneamente. Esse possono essere costruite in:

    • resina acrilica: si utilizzano nei casi di edentulia totale di una o ambedue le arcate. Consistono in una o due placche simili a quella protesi mobile totale. La porzione precedente occupata dai denti è composta da una diga in resina che riproduce il negativo delle superfici occlusali degli antagonisti e che entra in contatto con la diga della ferula opposta.

    • Metallo fuso: si impiegano nei casi di edentulia parziale e consistono in anelli metallici fusi, uniti tra loro e fissati tra i denti residui dell’arcata. Nelle zone edentule intercalate sono invece poste barre rigide, che decorrono appena sopra al margine gengivale e risultano unite ai due denti prossimi alla zona edentula. Questi tipi di ferule non provocano danno a livello parodontale.

  • ferule parodontale:sono dispositivi che consentono di fissare un numero più o meno alto di elementi dentali residui, diventati mobili a causa di fenomeni parodontopatici. Le indicazioni di questo trattamento sono riconducibili a tre casi fondamentali:

    • quando gli elementi dentali sono vacillanti e alterano l’equilibrio funzionale occluso-gnatologico.

    • nei casi in cui lo stato di salute dei tessuti paradontali è compromesso da processi flogistici-degenerativi.

    • Quando è necessario una diagnosi certa di danno parodontale.

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Protesi temporanea

Cos’è una protesi temporanea?

La protesi temporanea è una protesi concepita per essere portata dai pazienti per un periodo limitato di tempo, in attesa della realizzazione della protesi di tipo definitivo. La sua funzione è quella di migliorare l’attività masticatoria, ristabilire un cero effetto estetico e abituare il paziente alla protesi. Le protesi temporanee si dividono in: Continua la lettura di Protesi temporanea

Protesi combinata o mista

Cosa si intende per protesi combinata, detta anche protesi mista?

È una protesi parziale mobile che per ancorarsi ai pilastri della porzione fissa impiega dispositivi diversi dai ganci. Questi dispositivi possono essere realizzati in laboratorio ma richiedono una notevole abilità di costruzione. Possono inoltre anche essere reperiti in commercio come parzialmente fabbricati. Gli attacchi di precisione sono formati da una parte femmina, detta matrix e una controparte maschio, detta patrix, la zona di contatto è detta superficie di frizione. La forma di matrix e patrix varia a seconda della funzione che l’attacco deve svolgere. Il comportamento degli attacchi deve essere tollerabile alle sollecitazioni, il che dipende dal numero di pilastri utilizzati. L’adesione tra matrix e patrix è a volte mantenuta tramite dei congegni ritentivi attivi, come sfere o tacche in rilievo, o tramite congegni ritentivi passivi, che sfruttano l’attrito delle superfici frizionanti. Continua la lettura di Protesi combinata o mista

Movimenti e progettazione di una protesi parziale rimovibile

Che tipo di movimenti è possibile riscontrare in una protesi parziale mobile?

I movimenti che si possono presentare sono di seguito elencati:

  • Movimento di rotazione verticale: avviene intorno all’asse trasversale che congiunge gli appoggi occlusali principali delle due arcate. Esso può essere sia di affondamento che di allontanamento. Si manifesta quando cessa la forza masticatoria e l’asse di rotazione subisce uno spostamento verso gli appoggi più mesiali. Esso è contenuto tramite l’impiego di ritenzioni indirette o l’utilizzo di ancoraggi diretti.

  • Movimento di rotazione intorno all’asse longitudinale antero-posteriore della cresta: avviene lungo la cresta edentula, in direzione vestibolare- linguale. Si manifesta tramite sollecitazioni vestibolari o linguali. Per essere contenuto è necessario l’utilizzo di congiuntori principali.

  • Movimento di rotazione orizzontale: avviene attorno all’asse verticale che attraversa l’arcata dentale in esame. Si manifesta quando forze pressorie sollecitano la protesi. Per contenere talie movimento è necessario effettuare una valida occlusione.

  • Movimento di traslazione: è uno spostamento che la protesi subisce lungo il proprio asse di inserzione. Si manifesta quando il paziente effettua operazioni di inserzione o disinserzione della protesi. Per evitare questo movimento la protesi deve presentare dei validi appoggi occlusali.

  • Movimento di traslazione trasversale: può avvenire sia in direzione linguo vestibolare sia vestibolo linguale. Si manifesta in seguito a sollecitazioni oblique e orizzontali che agiscono sulle selle libere distali. L’adeguata estensione delle selle è un ottimo rimedio per limitare tale movimento.

  • Movimento di traslazione antero-posteriore: può avvenire sia in direzione mesio-distale che disto-mesiale. È provocato da forze masticatorie dirette anteriormente e posteriormente. Può essere contenuto tramite l’impiego di piani guida, congiuntori o ganci a braccio esteso.

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Struttura della protesi scheletrata

Che cosa si intende per protesi scheletrata?

Una protesi scheletrata è una struttura metallica composta da varie unità, ognuna delle quali ha dei compiti definiti correlati alle funzione delle altre parti non metalliche. Le parti che compongono le protesi scheletriche sono: Continua la lettura di Struttura della protesi scheletrata

Parallelometro e isoparallelometro

La protesi parziale rimovibile è una protesi sostitutiva, in quanto ripristina un certo numero di elementi dentari mancanti. È anche definita semifisiologica in quanto affida la propria stabilità sia ad specifici ancoraggi in metallo che in resina. La protesi parziale rimovibile può essere di tipo scheletrata, ovvero composta da una struttura metallica fusa che rappresenta lo schelotro alla quale collegare i vari dispositivi di ritenzione, oppure combinata, che utilizza come dispositivi di ritenzione una combinazione tra le ricostruzioni fisse e mobili. Continua la lettura di Parallelometro e isoparallelometro