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Ascesso dentale: tutti i tipi di ascesso

ascesso gengivale

ascesso dente

 

L’ascesso dentale così come l’ascesso gengivale, l’ascesso dente e tutti gli altri tipi di ascessi possono essere distinti in due grandi categoria a seconda che si tratti di ascessi e flemmoni perimascellari o perimandibolari.  Continua la lettura di Ascesso dentale: tutti i tipi di ascesso

Ascesso dentale, quali sono le cause e quali sono i sintomi

L’ascesso dentale
non è altro che un cumulo di pus provocato da un’infezione dei tessuti che
circondano un dente come la gengiva, l’osso
mandibolare o la polpa del dente
; esistono generalmente due tipi di ascesso
che sono quello dentale parodontale,
che colpisce direttamente gli apparati che sostengono un dente come la gengiva
o il legamento, e l’ascesso dentale
periapicale
che è conseguenza di un’infezione della polpa dentale.

Le cause di un
ascesso possono essere molteplici
ma le più comuni sono quelle dovute a
carie difficili o lesioni gravi, queste cause provocano appunto la formazione
di pus che colpisce denti e gengive circostanti. Altre cause comuni di un ascesso
possono essere anche una cattiva igiene orale o la conseguenza di un intervento
sui denti riuscito male; insieme a questi fattori scatenanti esistono anche
malattie da reflusso, fumo, alcool e secchezza delle fauci che possono provocare ascessi dentali
importanti.
I sintomi di un
ascesso sono subito percepibili e si manifestano con il più comune e il più
feroce dei mal di denti
che si unisce al gonfiore delle gengive, si avverte
un’alitosi persistente e un’ipersensibilità dentale che può sfociare anche in
febbre acuta e ingrossamento dei linfonodi del collo. Per fare una diagnosi
semplice ma esatta di un
ascesso dentale
il dentista farà un esame anamnestico raccogliendo
tutti i sintomi del paziente, per poi passare ad un esame fisico che consisterà
nel valutare la sensibilità al dolore toccando la parte dove è presente
l’infezione.
Le terapie più comuni per curare un ascesso sono a base di
antibiotici ed eventualmente di antidolorifici per sopportare meglio il dolore,
si potranno anche fare delle operazioni di drenaggio per tentare di asportare
più pus possibile dalla parte malata; quest’ultima operazione risulterà
fondamentale per accelerare il processo di guarigione del paziente.

Denti del giudizio

I denti del giudizio sono i quattro denti molari che occupano la posizione più interna nel cavo orale. Vengono chiamati denti del giudizio perchè generalmente spuntano tra i 12 e i 24 anni. Non sempre, però, i denti del giudizio decidono di “uscire allo scoperto” e rimangono inclusi (il seme resta completamente coperto dalla gengiva) o semi inclusi. Questi casi si verificano se il dente non ha lo spazio sufficiente per uscire.
Più sfortunato il caso in cui il dente del giudizio cresce in direzione orizzontale e va a fare pressione su altri denti: in queste condizioni sono frequenti i casi di cisti, ascessi o carie.
Spesso, vista la sostanziale inutilità dei denti del giudizio, il dentista consiglia di procedere alla loro estrazione. L’operazione può risultare rapida e quasi indolore per alcuni, ma molto fastidiosa per altri. Ciò dipende dalla posizione del dente e dalla forma delle radici. In genere, comunque, l’estrazione di quelli superiori risulta più semplice, tanto da non aver bisogno dell’applicazione di punti di sutura. Spesso il decorso si limita a una moderata perdita di sangue da tamponare con una garza sterile.
Il dente estratto, infine, viene a volte usato per rimpiazzare denti irrecuperabili attraverso una sorta di “auto trapianto”.