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demi moore senza incisivi

Denti rovinati

Denti rovinati: cause e prevenzione

Le cause dei denti rovinati sono molteplici. Succede anche alle attrici più belle e più brave di Hollywoòd di ritrovarsi sdentate, come a Demi Moore: un suo selfie, diventato ormai virale, l’immortala senza i due incisivi persi, come dice lei, per colpa dello stress. Ma davvero un periodo molto faticoso può provocare la caduta dei denti? Continua la lettura di Denti rovinati

Come curare la carie?

carie
Togliere, pulire e
riparare sono le tre azioni principali che si eseguono per curare la carie, un
processo di erosione del dente prodotto dal proliferarsi dei batteri che
possono arrivare anche a colpire radice e polpa in una situazione di
infezione.
La prevenzione delle malattie
dentali diventano importanti quando alla risposta sul “come curare la carie” scoprire che il dente purtroppo non è una
parte del corpo che ha proprietà rigenerative e quindi un danno da rottura o
erosione richiede per forza l’intervento del dentista.

Per prima cosa il medico
curante pulirà bocca, denti con particolare attenzione della parte, o delle
parti colpite dalle carie, passato un po’ di tempo si occuperà
dell’asportazione della parte malata, della ripulitura della zona da trattare e
successivamente si attiverà per riparare e ricostruire creando degli strati
artificiali chiamate otturazioni. In sostanza la parte tolta viene coperta da
dei materiali sostitutivi speciali che hanno lo scopo sia di coprire le fessure
e proteggerle da altre infezioni, sia per ricreare in parte lo strato tolto. Se
non si cura la carie può capitare che questa raggiunga l’osso, la gengiva e la
polpa, causando un gran dolore e arrivando anche a creare un’infezione. Qui l’intervento
del medico è più complesso perché è costretto a devitalizzare il dente, quindi
toglierlo ed effettuare una terapia particolare di pulizia della parte lesa.

Dopodiché si dovrà ricostruire la parte inserendo un dente sostitutivo o il
cosiddetto ponte. Per evitare tutto questo è importante innanzitutto praticare
un corretto lavaggio giornaliero della bocca e dei denti, inoltre effettuare
almeno un controllo l’anno per vedere se ci sono micro segnali di carie perché
purtroppo noi usando il semplice specchio di casa possiamo vedere solo
l’effetto più grave, l’infezione e l’erosione ormai estesa che se piccola si fa
sentire soltanto con un breve fastidio quando premiamo troppo con il mangiare.
Mi raccomando quindi, controllo periodico anche tramite dentisti USL e
intervento tempestivo al primo segno di carie che seppur non da fastidio e non
produce dolore il suo crescere può portare presto a danni veramente gravi per
la nostra bocca e dentizione.

Cibo per denti sani: cibi che fanno bene ai denti

Cosa mangiare per mantenere un sorriso smagliante? Come aiutare denti e gengive a mantenersi sani? Noi di DentiBlog.net vi proponiamo di seguito 10 cibi che fanno bene alla vostra salute dentale, salvaguardando non solo denti e gengive, ma anche la bocca e tutti gli altri organi del vostro corpo, perché quando i denti stanno bene anche il resto dell’organismo non rischia infezioni o problemi futuri!

1) Sedano, carote, finocchi e mele
Grazie alle fibre, contenute in gran quantità, massaggia le gengive e pulisce i denti. Stesso lavoro viene svolto dai finocchi, dalle mele e dalle carote crude. Questi cibi, assunti crudi, servono a idratare le gengive e mantenerle sane.

2) Wasabi
Non è nella nostra cultura mangiarlo, ma se siete audaci provatelo, serve a proteggere i fegato dagli attacchi dei batteri.

3) Latte
Aiuta la formazione del calcio; andrebbe dato sempre ai bambini in fase di sviluppo e anche alle donne è consigliata l’assunzione di un bicchiere al giorno, per mantenere sane  e forti le proprie ossa, comprese quelle dei denti. Inoltre il latte contrasta l’azione degli alimenti che provocano la carie.

4) Verdure
La verdura a foglie verdi, il cavolo e i broccoli proteggono i nostri denti dalla placca. Perché? Perché contengono un minerale in grado di ostacolarne la formazione.

5) Mirtillo
Il mirtillo rosso ostacola la formazione di batteri dannosi, perché inibisce la produzione di glucano e di acido, e riduce il formarsi della placca.

6) Kiwi e arance
In generale tutta la frutta contenente notevole quantità di vitamina C, presente sopratutto in arance e kiwi, fa bene alle nostre gengive. Se soffrite di sanguinamento, di infiammazioni e fastidi alle gengive iniziate a prendere l’abitudine di consumare agrumi, vedrete che il disturbo andrà riducendosi.

7) Tè
Il tè verde e il tè nero sono un toccasana per la nostra bocca perché presentano i polifenoli capaci di contrastare la placca: bevuto in giusta quantità il tè aumenta la quantità di fluoro presente nella bocca e riduce la placca.

8) Pollo
Il pollo è fonte di proteine, così come la carne bianca in generale. Un uso costante nel tempo permette al nostro organismo di avere il giusto apporto di proteine utili alla salute di denti e gengive.

9) Cipolla
Non tutti amano mangiarla, ma possiamo garantire che è un ottimo disinfettante per bocca e intestino, poiché possiede forti proprietà antibatteriche. Inoltre, pare che abbia anche, come l’aglio, l’effetto di calmare il dolore ai denti.

10) Limone
Per chi ha denti macchiati o ingialliti dall’uso frequente di fumo e caffè il limone rappresenta un ottimo rimedio naturale per sbiancare i denti!!

Se conosci qualche altro cibo in grado di aiutare la salute dei nostri denti, lasciaci un commento!

Come tenere puliti i denti?

Sei italiani su dieci non vanno dal dentista. Il risultato è : bocche sempre più rovinate un preoccupante 10% di popolazione che soffre di edentulismo (mancanza totale di denti). Questo è quanto emerge da una recente indagine Istat.
Tra i dati emersi notiamo che ben il 39% di coloro che si sono recati dal dentista lo hanno fatto per un motivo estetico, infatti, noi italiani siamo i primi al mondo nell’uso degli apparecchi dentari, con un milione di impianti all’anno e gli sbiancamenti dei denti hanno registrato un aumento del 30%. Dall’altro canto però possiamo dire che dieci milioni di giovani sotto i 24 anni non si lavano quasi mai i denti. Le conseguenze sono chiare: bel il 71% tra i 20 e i 35 anni ha problemi di carie, gengiviti, tartaro e tasche parodontali.

La colpa di tanta incidenza di problemi dentali è da attribuire ad una scarsa, o totalmente assente, igiene orale e di un uso scorretto dello spazzolino. I denti andrebbero spazzolati entro 20 minuti dalla conclusione del pasto, per evitare l’attaccamento della placca batterica. Lo spazzolamento da sinistra a destra, che siamo abituati a fare, è inefficiente, poichè trascina la placca batterica e la deposita negli interstizi dentali, dove ristagna, favorendo l’insorgere di tartaro e carie. Inoltre tale pratica tende a distaccare la gengiva dai colletti dentali producendo le recessioni gengivali, antiestetiche e fastidiose, in quanto aumentano la sensibilità al caldo e al freddo.

I denti andrebbero spazzolati dall’alto in basso, dalla gengiva verso il dente, con un inclinazione di 45 gradi per rimuovere la placca da sotto il colletto gengivale dei denti superiori. Per i denti inferiori il movimento corretto è dal basso verso l’alto; questa operazione va ripetuta sia sulla parte esterna della dentatura, sia su quella interna, la quale viene spesso trascurata perchè di più difficile accesso. La pulizia della parte masticatoria dei denti posteriori va effettuata spazzolando dal dietro verso l’avanti e viceversa e, solo successivamente, con un movimento laterale, che favorisce la pulizia degli interstizi tra i denti.

Per eliminare la placca è indispensabile l’uso del filo interdentale, l’accumulo di placca in questa zona può causare infiammazioni della papilla, ovvero la gengiva interdentale, che se trascurata può evolvere in piorrea. Il filo interdentale va inserito tra due denti, spinto delicatamente fino a toccare la gengiva e tirandolo verso l’esterno, facendolo aderire bene alla parete del dente. L’azione va ripetuta due volte per interstizio, una per ogni dente che condivide lo stesso interstizio. Esistono diversi tipi di filo interdentale: molto buoni sono quelli piatti, a nastro, che si inseriscono molto bene negli interstizi stretti dei soggetti  con problemi di affollamento e non si sfilacciano, ma rimangono integri.

Prevenire la carie con l’olio di cocco

La prima cosa a cui si pensa
davanti al cocco è che sia troppo dolce per i denti.
Invece secondo studi
accurati sembra che nell’olio di cocco sia presente una molecola che sarebbe in
grado di bloccare la proliferazione dello Streptococcus mutans, uno dei batteri
più aggressivi e più dannosi nella formazione della carie.

I ricercatori dell’AIT hanno
studiato l’azione antibatterica dell’olio di cocco sia al naturale sia dopo
averlo sottoposto a digestione enzimatica.
La scoperta è stata che
l’olio di cocco trattato con enzimi è un inibitore della crescita della maggior
parte dei batteri Streptococco.
L’enzima modificato con
l’olio di cocco avrebbe un potenziale come antimicrobico utilissimo nell’igiene
orale, adatto per combattere  la carie
che è diffusa tra il 60 e il 90 % dei bambini e della maggior parte degli
adulti.
Olio di cocco per l’igiene
orale sarebbe inoltre una soluzione naturale che permetterebbe di ridurre i
tanti additivi chimici presenti nei prodotti per l’igiene orale.
La ricerca ha inoltre
mostrato come la proteina del latte digerito riduce l’aderenza dei batteri
dannosi sulle cellule umane.

La carie dentale

La carie dentale è
uno dei problemi più comuni che attacca in maniera diretta i nostri denti

con una perdita progressiva di calcio e dei tessuti duri del dente stesso; le
cause, ancora non del tutto conosciute, sono da ricercare soprattutto nella formazione della placca che gioca un
ruolo fondamentale nella formazione della carie
dentale
.

Questa patina batterica infatti, che riveste denti e
gengive, dà vita al fenomeno della carie
dentale
grazie al deposito di batteri mescolati a saliva e a residui di
cibo che si formano sui denti, la placca va combattuta con una igiene orale e
con una pulizia dentale attenta e accurata per far sì che già sui nostri denti
non si formi questo strato di batteri davvero dannoso.
La formazione della
placca nelle zone più oscure e meno pulite dei denti è ancora più dannosa

visto che lì, i batteri che danno vita al fenomeno della carie, trovano terreno
fertile per svilupparsi e creare danni al nostro apparato dentale; i depositi e
i residui di cibo, specialmente dolce e che contengono sostanze zuccherine,
sono ancora più devastanti e attecchiscono di più sui rivestimenti esterni del
dente per effetto della mescolanza con i batteri e la produzione di acidi.
È proprio in quel momento che la dura barriera dello smalto
del dente viene decalcificata e attaccata in profondità e al suo interno con
delle piccole cavità e delle piccole macchie scure o opache; il dente viene a poco a poco eroso senza
avvertire nemmeno dolore fino a quando i batteri non attaccano gli strati più
interni come la dentina per arrivare nella parte così detta polpa
,
ricca di vasi e terminazioni nervose, causando dolore e fastidio.
La carie dentale
aumenterà anche la sensibilità al caldo e al freddo
, alle sostanze acide o
zuccherine fino a provocare dolori anche irresistibili; di solito il fenomeno
della carie dentale colpisce i molari nella maggior parte dei
casi, poi i premolari e infine i canini
. Sarà indispensabile recarsi da un
dentista per una semplice cura della carie ed una conseguente otturazione del
dente.

Sunstar GUM

Si è chiuso con grande successo il
concorso Sorridi, sei su Sunstar GUM!
Le foto dei sorrisi più apprezzati verranno pubblicate sul sito, http://www.gum-ortho.it, e sulla pagina
facebook, http://www.facebook.com/quellichegum.
Continua comunque l’impegno di
Sunstar GUM nel sensibilizzare i bimbi, soprattutto i portatori di un apparecchio ortodontico, a una corretta
igiene orale. Infatti, a partire dal 27 ottobre, sarà possibile scaricare dal
sito di GUM una serie di giochi a tema natalizio pensati con questa finalità
proprio per i più piccoli.

Il marchio Sunstar GUM vanta una
storia che pianta le sue radici nel lontano 1932, con la nascita di Sunstar,
che poi si espande nel 1989 con la creazione di GUM, diventata l’azienda leader
nella fornitura di prodotti per la prevenzione delle malattie parodontali. Sunstar
GUM è noto nell’ambiente medico per l’eccellente qualità dei prodotti per
l’igiene orale: spazzolini per bambini, per adulti e spazzolini speciali,
dentrifrici adatti a ogni tipo di sensibilità, colluttori, fili e scovolini
interdentali, cera ortodontica, rinfrescanti per l’alito. La missione di GUM è
quella di migliorare la salute sistemica globale, aiutando bambini, giovani e
adulti ad avere gengive e denti forti e sani. Il suo impegno è su due fronti:
garantire a consumatori e operatori del settore prodotti che siano insieme
innovativi e di alta qualità, ed essere in prima linea nel sensibilizzare la
popolazione alla cura della propria igiene
orale
. Solo con una corretta istruzione in tal senso si possono prevenire i
problemi legati alla proliferazione dei batteri, come la carie e le malattie gengivali. Per chi porta un apparecchio
ortodontico, questi rischi aumentano: ecco perché su http://www.gum-ortho.it potete trovare
diversi consigli per la cura quotidiana. Il sito non offre solo consigli di ortodonzia,
ma illustra anche molti disturbi del cavo orale e indica come risolverli con i vari
prodotti GUM.
FAQ
1) In cosa si distingue Sunstar GUM dagli altri marchi attivi nel
settore dell’igiene orale?
Nella qualità e nell’innovazione dei
prodotti, appositamente studiati per prevenire le cause e non solamente i
sintomi della malattia parodontale. Per questo GUM si avvale della tradizionale
collaborazione con eminenti ricercatori e studiosi del settore.
2) Cos’é la Linea
GUM Ortho?
È il primo e unico sistema
specifico per i portatori di apparecchi ortodontici, per aiutarli a prevenire i
disturbi del cavo orale e a proteggere denti e gengive.
3) Dove si acquistano i prodotti GUM?
In farmacia e negli studi
dentistici.
4) Su cosa si basa la filosofia del gruppo Sunstar?
Su valori quali il rispetto, la
valorizzazione della persona e il perseguimento del benessere collettivo.
Sunstar GUM, inoltre, nel 2000 ha ottenuto la
certificazione ISO 14001 per la priorità assegnata all’ambiente.
5) Sunstar GUM offre prodotti per l’alitosi?
Sì. GUM HaliControl è la nuova
linea di prodotti studiati per trattare in modo specifico i problemi di alito
cattivo, e comprende gel, colluttorio, compresse, puliscilingua.
6) Riguardo all’igiene orale dei più piccoli, GUM cosa ha rilevato?
Che, sebbene il Fluoro acceleri
l’assunzione minerale del dente e aumenti la resistenza agli attacchi
dell’acido per prevenire la perdita minerale, il Fluoro in eccesso può avere un
impatto negativo sulla salute dei più piccoli. Per questo GUM ha inventato una
gamma di prodotti appositi.
7) Che diffusione ha la malattia gengivale o parodontale?
Figura tra le patologie più
diffuse: circa il 70% della popolazione mondiale ne è affetto a diversi
livelli.
8) Una corretta igiene orale può migliorare lo stato di salute
generale?
Sì: studi recenti hanno rivelato
una possibile correlazione tra la malattia parodontale e altre gravi patologie
sistemiche, come le malattie cardiovascolari, il diabete, le malattie
all’apparato respiratorio e le complicanze legate alla gravidanza.
9) Esiste una linea GUM per i denti sensibili?
Sì, GUM SensiVital, che offre una
gamma di prodotti appositamente pensati per alleviare e prevenire la
sensibilità dentinale, grazie alla formula speciale di gel e colluttorio.
10) GUM ha pensato una linea che aiuti a sbiancare i denti?
Sì, GUM Original White, che aiuta
a ristabilire il bianco naturale dei denti nel modo più sano possibile, non
solo eliminando efficacemente le macchie ma anche prevenendone la ricomparsa.

Scegliere il dentifricio giusto

Quale dentifricio scegliere nella marea di prodotti in vendita? “Quello che vi piace di più” è la risposta di gran parte dei dentisti, perchè l’importante è usarlo e lavarsi spesso i denti. L’utilizzo del dentifricio serve infatti a coadiuvare nell’azione meccanica di eliminazione della placca batterica, a rimuovere i residui di cibo, a prevenire eventuali irritazioni delle gengive.
Il dentifricio ha in genere la consistenza di una pasta, una crema o un gel, con diverse composizioni in genere arricchite con fluoro. E’ altamente sconsigliabile l’ingestione del dentifricio, in quanto contiene spesso sostanze sintetiche che possono risultare tossiche.
Come detto l’ingrediente attivo più frequente è il fluoro (in genere sotto forma di floruro di sodio), vista la sua azione nella prevenzione della carie. Al fluoro si associa quasi sempre un ingrediente abrasivo, che permette di dare una mano nella rimozione della placca: si può trattare di polvere di mica bianca o di frustoli di diatomee.
La stragrande maggioranza dei dentifrici contiene anche sodio lauril solfato. Si tratta di un anti microbico contenuto nei saponi come schiumogeno. Alcuni prodotti contengono anche bicarbonato di sodio, vitamine, erbe, calcio, enzimi, perossido di idrogeno, antibatterici, oltre a coloranti e aromi di vario genere per modificarne l’aspetto e renderli più gradevoli.

Cosa è la carie?

Cosa è la carie? Come spunta la carie? Queste domande se le pongono in molti dei nostri lettori e noi di dentiblog.net abbiamo pensato di rispondere a tutti con un articolo chiarificatore.  

La carie è una cavità che si forma nel dente a causa dell’azione di batteri che favoriscono la produzione di acidi che, a loro volta, vanno ad intaccare lo smalto e la dentina. La carie comincia intaccando lo smalto: in questa fase lo smalto comincia a diventare ruvido, ma il processo è ancora reversibile curando l’igiene orale e utilizzando prodotti a base di fluoro.
Se però la carie si insinua più a fondo è necessario sottoporsi alle cure del dentista. Il medico agirà rimuovendo la parte del dente danneggiata e intaccata dalla carie. La parte mancante del dente verrà rimpiazzata con degli appositi materiali, in genere attraverso un’otturazione. Meno danneggiato è il dente, ovviamente, più sarà semplice e indolore l’intervento del dentista. In casi più gravi è invece addirittura necessario procedere alla cura canalare o devitalizzazione.
La formazione della carie viene “agevolata” dall’ingestione di cibi ricchi di zuccheri. E’ anche vero che può esserci una predisposizione genetica a questo inconveniente. Anche i denti storti e molto ravvicinati finiscono per rendere più probabile l’insorgenza della carie, vista la difficoltà nella pulizia. Durante la gravidanza e l’allattamento, infine, le donne possono essere maggiormente soggette in quanto intervengono delle modificazioni ormonali che fanno variare la composizione della saliva.

La devitalizzazione

Una carie trascurata può rendere necessaria la devitalizzazione del dente. Se entra, infatti, in profondità può andare ad intaccare la polpa dentaria, dove si trova la parte “viva” del dente. Altre cause di infiammazione e infezione di questo tessuto possono essere una contaminazione batteria o un trauma. L’infiammazione, nella maggior parte dei casi piuttosto dolorosa, può propagarsi causando ascessi o granulomi intorno all’apice o alla radice del dente.

In questo caso si rende necessario un intervento di devitalizzazione del dente, chiamato anche cura canalare. Il dentista andrà a rimuovere la polpa dentaria riempiendo la cavità rimasta con cemento canalare. L’intervento avviene, ovviamente, sotto anestesia. La parte più delicata riguarda proprio la pulizia del canale, che deve avvenire dopo un’accurata misurazione della sua lunghezza attraverso una radiografia e con l’ausilio di uno strumento chiamato localizzatore apicale
Nelle giornate successive sarà possibile accusare un indolenzimento dell’area in cui il dentista ha operato, ma in genere il disturbo passa in due o tre giorni. In alcuni casi le noie possono non essere finite qui, con un ascesso che si viene a creare nel caso in cui siano ancora presenti dei batteri. E’ il caso di rivolgersi nuovamente al dentista, che risolverà il problema procedendo al drenaggio dei canali.