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Neoplasie

Le neoplasie delle ghiandole salivari si presentano sotto forme benigne o maligne a seconda delle caratteristiche che presentano e dal tipo di cellule. Viene fatta una distinzione così tra: Continua la lettura di Neoplasie

aids

AIDS

Aids: sintomi e manifestazioni

Per AIDS (Acquired Immunodeficiency Syndrome) si intende una condizione di immunodeficienza a livello cellulare, indotta da infezione da HIV (Human Immunodeficiency Virus) e predisponente allo sviluppo di infezioni opportunistiche e neoplasie secondarie, a causa delle diminuita resistenza dell’ospite. La trasmissione sembra avvenire solo attraverso lo sperma, le secrezioni cervicali uterine e il sangue. Continua la lettura di AIDS

neoplasie significato

Neoplasie significato e tipologie

Il 10 % dei tumori che colpiscono il nostro organismo sono le neoplasie del cavo orale. Si suddividono in:

Neoplasie benigne. Crescono lentamente ma non danno metastasi a distanza, non recidivano dopo exeresi chirurgica; rispettano la morfologia del tessuto di origine mantenendone la funzione.

Neoplasie maligne. Crescono rapidamente, sono invasive, danno metastasi a distanza, recidivano dopo exeresi chirurgica, non rispettano la morfologia del tessuto d’origine. Continua la lettura di Neoplasie significato e tipologie

micosi cavo orale

Micosi del cavo orale

Le micosi del cavo orale sono provocate dai miceti, quando da saprofiti si trasformano in parassiti ad una acidificazione dell’ambiente o a una debilitazione organica grave. Le micosi più frequenti sono il mughetto e la boccarola. Continua la lettura di Micosi del cavo orale

cavo orale

Cos’è la mucosa della cavo orale?

Il cavo orale è rivestito da una mucosa composta da:

  • Epitelio di rivestimento pavimentoso pluristratificato.
  • Corion, sottostante all’epitelio, dotato di una ricca componente ghiandolare.
  • Sottomucosa, connettivo denso profondo; è ampiamente vascolarizzata.

 

Quali malattie colpiscono la mucosa della cavità orale?

La comparsa di alterazioni patologiche della mucosa indica spesso affezioni di più vasta portata.

I fattori che determinano tali malattie possono essere:

  • locali;
  • fisici;
  • esogeni (meccanici, termici, chimici) o endogeni (malattie sistematiche, stati di metabolici, carenze di vitamina ecc.);
  • infettivi: (batteri, virus, funghi) possono provocare l’insorgenza di infezioni nel cavo orale;
  • allergici: da contatto con metalli, resine utilizzate per le protesi ecc.;
  • chimici: farmaci usati durante cure odontoiatriche; sostanze introdotte nel cavo orale, come alimenti e bevande; sostanze tossiche utilizzate in particolari ambienti di lavoro (mercurio, piombo);
  • traumatici: da una protesi non ben rifinita.

Le infezioni posso portare stomatopatie bollose.

Cosa e quali sono le stomatopatie bollose?

Le stomatopatie bollose si possono distinguere in due categorie fondamentali.

Pemfigo. Caratterizzato dalla comparsa di bolle intraepiteliali, che si formano per acantolisi. La terapia consiste nella somministrazione di cortisonici, immunodepressivi e antibiotici.

Stomatite pemfigosa. Può sorgere in entrambi i sessi, solitamente in età compresa tra i 40 e i 60 anni. Le bolle hanno normalmente un contenuto sieroso ricco di proteine plasmatiche e di cellule acantolitiche.

Stomatopatie vescicolose

Tra le stomatopatie vescicolose distinguiamo:

  • Aftosi del cavo orale. Caratterizzata da lesioni ulcerative a eziologia sconosciuta. Notevole può essere la componente psicosomatica; frequentemente è collegata a traumi: locali, psichici, alimentari. La stomatite aftosa recidiva, è una malattia molto frequente, infatti risultano colpiti il 20% dei soggetti normali. L’aftosi recidiva ha inizio generalmente in età infantile, all’epoca della dentizione, ma anche in concomitanza di malattie infettive (scarlattina, morbillo, pertosse, difterite) e può protrarsi per tutta la vita del paziente. La terapia consiste in un accurata igiene orale, nell’uso di colluttori e nella somministrazione di vitamine.
  • Stomatopatie herpetiche. Sono dovute all’azione patogena di due virus neuroepiteliotropi diversi: simplex e zoosters.

Herpes simplex. Nella sua localizzazione orale, interessa parzialmente le labbra, le guance, la lingua, il palato e la gengiva. La guarigione è spontanea.

Herpes zoster (fuoco sacro o fuoco di S.Antonio). E’ caratterizzato dall’infiammazione dei gangli nervosi e dei nervi che da essi si diramano. La terapia consiste in forti dosi di vitamine antineuritiche B₁ e B₂. Per calmare i dolori si usano corticosteroidi e analgesici.

Prevenzione carie bambini: l’uso della vernice al fluoro, pareri diversi tra dentisti statunitensi e italiani

“Solo un bambino su quattro vede un dentista nei primi anni di età mentre
tutti fanno visite regolari dal pediatra, questi ultimi dovrebbero diventare
molto più attivi nel preservare la
salute dei denti
dei loro assistiti”. A dirlo un gruppo di dentisti ricercatori che stanno
promuovendo l’uso di una sostanza che previene la carie nei bambini, malattia
che affligge molti infanti nel periodi di crescita e passaggio alla dentizione adulta.

Si tratta di una speciale
vernice al fluoro
che dovrebbe essere applicata appena spuntano i primi dentini. I bambini consumano molti dolci e questo li rende vulnerabili all’attacco
dei batteri, soprattutto quando non vengono subito lavati i denti dopo mangiato, questo succede ad esempio nelle
scuole tra le ore di merenda e il pranzo, nonostante l’attenzione degli
insegnanti nell’eduzione delle buone
pratiche di igiene orale
.

L’uso della vernice
al fluoro
è promossa dal gruppo Preventive Service Task Force statunitense,
un panel di ricercatori sostenuto dal Governo che ha pubblicato delle linee
guida per la prevenzione della carie nei
bambini
americani. Tali raccomandazioni sono state pubblicatI su
Pediatrics. Gli esperti italiani però non sono del tutto favorevoli
sull’applicazione della vernice al fluoro e dicono “non si può sostituire
lo spazzolino e il dentifricio fluorato. La fluoro profilassi in questo modo è
norma per tutti, come raccomandato dal Ministero
della Salute italiano
– afferma Antonella Polimeni, professore ordinario di
odontoiatria pediatrica all’università Sapienza di Roma ed esperta del settore
odontoiatrico per la Società italiana di
pediatria
(Sip) – L’igiene orale, inoltre, è una abitudine quotidiana che
va acquisita fin da piccoli, prima sotto la guida del genitore e poi in modo
autonomo. Non va trascurata e ritengo che l’uso di vernici da passare su tutta
la dentatura decidua non sia una strategia da perseguire ‘tout court’. La
fluoro profilassi è personalizzata, cambia da individuo ad individuo ed alcune
procedure vanno eseguite su individui ad
alto rischio di carie
“.

Qual è il ph giusto dei denti?

Il PH ideale del cavo orale è di 7, 43, perchè un PH acido, attestato per esempio intorno al 5%, provoca l’erosione dello smalto e favorisce la formazione del tartaro. Per misurarlo esistono apposite strisce che si comprano in farmacia.

Quanto i denti incidono sull’organismo?

La bocca e i denti sono una parte fondamentale del corpo umano. Con un cavo orale  che non si trova in buone condizioni la qualità della vita è penalizzata e non solo dal punto di vista estetico, ma soprattutto dal punto di vista funzionale.
Per quanto riguarda la postura esiste una certa correlazione.
Per il sistema cardiologico invece, i lavori di grande respiro scientifico attestano il rapporto tra batteri patogeni del cavo orale e rischio di infarti, così come la correlazione a fenomeni aterosclerotici. 

Tumori del cavo orale

Il tumore del cavo orale è una delle neoplasie in aumento, un tumore che colpisce soggetti sempre più giovani e non bada al genere, incide, infatti, anche sulle donne.
Alcuni dati però confortano: un carcinoma orale diagnosticato al primo stadio riporta una percentuale di sopravvivenza del 90% a cinque anni. Se accertato negli ultimi stadi la sopravvivenza scende al 20%. Anche i costi per la collettività sono diversissimi, dipendono dall’accertamento precoce o tardivo. 

Come vanno spazzolati i denti?

Se scegliere lo spazzolino giusto è fondamentale, altrettanto importante è utilizzarlo nella maniera corretta. E’ meglio assicurarsi di utilizzare una corretta tecnica di spazzolamento, in modo da aumentare i benefici e ridurre al minimo eventuali effetti collaterali poco piacevoli.
Il movimento corretto da eseguire non è, come spesso si ritiene, quello orizzontale, bensì quello in senso verticale, perpendicolarmente alla gengiva. Il primo, infatti, non fa che trascinare i depositi di cibo e la placca tra un dente e l’altro, favorendo il ristagno e l’insorgere di tartaro e carie.
Al contrario lo spazzolino va mosso dalla gengiva verso il dente, in modo da rimuovere depositi e placca dal dente e allontanarli dal colletto gengivale. Ovviamente non bisogna limitarsi alla parte esterna dell’arcata dentale, ma pulire accuratamente anche la parte interna.
Oltre ai denti sarebbe corretto fare attenzione anche alla pulizia della lingua. Sempre utilizzando lo spazzolino, è possibile pulire la lingua dai residui di cibo ma anche da tutti quei piccoli microorganismi che, depositandosi e proliferando su un tessuto a loro congeniale, finiscono per  rendersi responsabili dell’alito cattivo. In questo caso è preferibile spazzolare più delicatamente, ma spingersi in profondità: è infatti l’interno del cavo orale che ha più bisogno di pulizia e attenzione.