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Denti rovinati

Denti rovinati: cause e prevenzione

Le cause dei denti rovinati sono molteplici. Succede anche alle attrici più belle e più brave di Hollywoòd di ritrovarsi sdentate, come a Demi Moore: un suo selfie, diventato ormai virale, l’immortala senza i due incisivi persi, come dice lei, per colpa dello stress. Ma davvero un periodo molto faticoso può provocare la caduta dei denti? Continua la lettura di Denti rovinati

Come vanno spazzolati i denti?

Se scegliere lo spazzolino giusto è fondamentale, altrettanto importante è utilizzarlo nella maniera corretta. E’ meglio assicurarsi di utilizzare una corretta tecnica di spazzolamento, in modo da aumentare i benefici e ridurre al minimo eventuali effetti collaterali poco piacevoli.
Il movimento corretto da eseguire non è, come spesso si ritiene, quello orizzontale, bensì quello in senso verticale, perpendicolarmente alla gengiva. Il primo, infatti, non fa che trascinare i depositi di cibo e la placca tra un dente e l’altro, favorendo il ristagno e l’insorgere di tartaro e carie.
Al contrario lo spazzolino va mosso dalla gengiva verso il dente, in modo da rimuovere depositi e placca dal dente e allontanarli dal colletto gengivale. Ovviamente non bisogna limitarsi alla parte esterna dell’arcata dentale, ma pulire accuratamente anche la parte interna.
Oltre ai denti sarebbe corretto fare attenzione anche alla pulizia della lingua. Sempre utilizzando lo spazzolino, è possibile pulire la lingua dai residui di cibo ma anche da tutti quei piccoli microorganismi che, depositandosi e proliferando su un tessuto a loro congeniale, finiscono per  rendersi responsabili dell’alito cattivo. In questo caso è preferibile spazzolare più delicatamente, ma spingersi in profondità: è infatti l’interno del cavo orale che ha più bisogno di pulizia e attenzione.

Come scegliere il filo interdentale

All’uso di spazzolino e dentifricio va affiancato, per evitare spiacevoli e frequenti visite al dentista, quello del filo interdentale. Si tratta infatti di uno strumento molto utile ad eliminare la placca che si viene a formare tra dente e dente. Una situazione che, alla lunga, danneggia lo smalto del dente e può causare infiammazioni alle gengive.
Ma come usare il filo interdentale in modo corretto e senza lesionare le gengive? Ecco come fare. Per prima cosa va tagliato un pezzo di filo piuttosto lungo, in modo da poterlo avvolgere attorno a una delle dita di ciascuna mano. A questo punto il filo, tenuto in perfetta tensione, va fatto scivolare tra i denti e tirato in varie direzioni, in modo da pulire tutti gli interstizi. Se l’operazione risulta semplice tra gli incisivi, in altri casi potrebbe diventare ardua, se non impossibile. Se è il vostro caso, allora lasciare perdere piuttosto che provocare danni peggiori.
Il filo interdentale andrebbe utilizzato al termine dei pasti, dopo aver utilizzato dentifricio e spazzolino. Quanto alla scelta del filo interdentale, in commercio se ne trovano diverse varianti: si va dal filo cerato, che ha il pregio di scivolare meglio sul dente, a quello aromatizzato o arricchito ai composti di fluoro, a quello “tradizionale” che garantisce una maggiore aderenza e risulta meno tagliente.

Scegliere il dentifricio giusto

Quale dentifricio scegliere nella marea di prodotti in vendita? “Quello che vi piace di più” è la risposta di gran parte dei dentisti, perchè l’importante è usarlo e lavarsi spesso i denti. L’utilizzo del dentifricio serve infatti a coadiuvare nell’azione meccanica di eliminazione della placca batterica, a rimuovere i residui di cibo, a prevenire eventuali irritazioni delle gengive.
Il dentifricio ha in genere la consistenza di una pasta, una crema o un gel, con diverse composizioni in genere arricchite con fluoro. E’ altamente sconsigliabile l’ingestione del dentifricio, in quanto contiene spesso sostanze sintetiche che possono risultare tossiche.
Come detto l’ingrediente attivo più frequente è il fluoro (in genere sotto forma di floruro di sodio), vista la sua azione nella prevenzione della carie. Al fluoro si associa quasi sempre un ingrediente abrasivo, che permette di dare una mano nella rimozione della placca: si può trattare di polvere di mica bianca o di frustoli di diatomee.
La stragrande maggioranza dei dentifrici contiene anche sodio lauril solfato. Si tratta di un anti microbico contenuto nei saponi come schiumogeno. Alcuni prodotti contengono anche bicarbonato di sodio, vitamine, erbe, calcio, enzimi, perossido di idrogeno, antibatterici, oltre a coloranti e aromi di vario genere per modificarne l’aspetto e renderli più gradevoli.