Archivio mensile:ottobre 2014

Cause gengive gonfie

Cause gengive gonfie
Il dente è un elemento
rigido che vive grazie ad una struttura complessa formata dalla polpa, la
radice e i diversi nervi a cui è collegato. Quando proviamo dolore non è la
superficie bianca dura a farci sentire il fastidio ma la polpa che lo circonda
e in particolare la gengiva, lo strato protettivo su cui è visibile la fessura
di inserimento del dente.

La prima causa delle gengive gonfie è causata
proprio dall’accumulo di batteri, residui di cibo e acidi che provocano una
micro infezione che irrita e gonfia la parete molle esterna dal dente. Inoltre,
altri due elementi che possono provocare fastidio sono il tartaro e la placca.
Il tartaro è l’insieme dei depositi minerali che si formano attorno al dente,
il loro accumulo non può essere tolto con lo spazzolino e deve intervenire
l’estetista che usa un particolare strumento elettrico. Il tartaro non rende
solo antiestetico il nostro sorriso, ma crea l’ambiente adatto per i batteri e
per la possibile carie che ricordiamo non parte soltanto dalla parte superiore,
ma anche dalla parte interdente, quindi vicinissimo alla polpa. Tra il tartaro
e la superficie del dente si crea un microspazio che diventa habitat per i batteri
che quindi da una parte rodono il dente e dall’altra creano infezione sulla
parte molle causando la cosiddetta gengivite, quindi le gengive gonfie.
Ma sono varie le cause delle gengive gonfie, infatti non
è soltanto l’esistenza di batteri a infastidire la parte molle della nostra
bocca. Ad esempio un uso scorretto dello spazzolino o un dentifricio troppo aggressivo
può causare il rigonfiamento delle parti molli. Altri elementi che possono
causare le gengive gonfie sono legate alla sensibilità ai cibi caldi o freddi,
acidi o irritanti, alla mancanza di alcune sostanze nutritive.

Perchè viene la carie?

carie dentale
Perché viene la carie? Se rispondete “perché non ci si lava i denti”
oppure “perché si mangiano troppi dolci o zucchero”, affermate solo una minima
parte della verità. Lo zucchero sicuramente non è un alleato dei denti non per
la sostanza in sé ma in quanto cibo preferito dai batteri che proliferano nella
nostra bocca. In realtà, anche altri elementi rendono la nostra bocca habitat
ideale per i batteri che causano la famosa erosione con il conseguente colorito
nero.

Il calore, l’ambiente umido e soprattutto acido o comunque di gas ed
elementi nutritivi che permetto ai batteri di vivere e proliferare sulle nostre
superfici dentali. Quindi non è lo zucchero la causa, casomai si può definire
una conseguenza. Se volete rispondere alla domanda “perché viene la carie” dovete allora rispondere subito perché
proliferano batteri nocivi per i denti e zucchero e incuria sono una
conseguenza di ciò perché, come scritto sopra, creano l’habitat giusto per la
loro sopravvivenza. Purtroppo, i nostri denti non sono in grado di rigenerarsi
e quindi la carie si può definire una situazione patologica progressiva e
distruggente che se non presa in tempo può anche arrivare a colpire la polpa,
la gengiva e la radice del dente.  Ci sono persone che non hanno mai avuto mal di
denti, altre persone invece che devono combattere periodicamente con carie e
altre patologie. Altre persone invece che non hanno mai avuto problemi e ad un
certo punto basta una piccola carie per entrare in situazioni di patologia
dentale frequente. Queste differenze ha portato gli odontoiatri a studiare
anche le cause sistemiche legate alla struttura dell’organismo umano e non solo
alla bocca e a come curare la carie. La produzione di batteri, acidi o predisposizioni a infezioni
dentali varie possono anche derivare da una serie di elementi del corpo, magari
un abbassamento delle difese immunitarie, una produzione superiore di acidi o
di zuccheri. 

Come curare la carie?

carie
Togliere, pulire e
riparare sono le tre azioni principali che si eseguono per curare la carie, un
processo di erosione del dente prodotto dal proliferarsi dei batteri che
possono arrivare anche a colpire radice e polpa in una situazione di
infezione.
La prevenzione delle malattie
dentali diventano importanti quando alla risposta sul “come curare la carie” scoprire che il dente purtroppo non è una
parte del corpo che ha proprietà rigenerative e quindi un danno da rottura o
erosione richiede per forza l’intervento del dentista.

Per prima cosa il medico
curante pulirà bocca, denti con particolare attenzione della parte, o delle
parti colpite dalle carie, passato un po’ di tempo si occuperà
dell’asportazione della parte malata, della ripulitura della zona da trattare e
successivamente si attiverà per riparare e ricostruire creando degli strati
artificiali chiamate otturazioni. In sostanza la parte tolta viene coperta da
dei materiali sostitutivi speciali che hanno lo scopo sia di coprire le fessure
e proteggerle da altre infezioni, sia per ricreare in parte lo strato tolto. Se
non si cura la carie può capitare che questa raggiunga l’osso, la gengiva e la
polpa, causando un gran dolore e arrivando anche a creare un’infezione. Qui l’intervento
del medico è più complesso perché è costretto a devitalizzare il dente, quindi
toglierlo ed effettuare una terapia particolare di pulizia della parte lesa.

Dopodiché si dovrà ricostruire la parte inserendo un dente sostitutivo o il
cosiddetto ponte. Per evitare tutto questo è importante innanzitutto praticare
un corretto lavaggio giornaliero della bocca e dei denti, inoltre effettuare
almeno un controllo l’anno per vedere se ci sono micro segnali di carie perché
purtroppo noi usando il semplice specchio di casa possiamo vedere solo
l’effetto più grave, l’infezione e l’erosione ormai estesa che se piccola si fa
sentire soltanto con un breve fastidio quando premiamo troppo con il mangiare.
Mi raccomando quindi, controllo periodico anche tramite dentisti USL e
intervento tempestivo al primo segno di carie che seppur non da fastidio e non
produce dolore il suo crescere può portare presto a danni veramente gravi per
la nostra bocca e dentizione.

Prevenzione carie bambini: l’uso della vernice al fluoro, pareri diversi tra dentisti statunitensi e italiani

“Solo un bambino su quattro vede un dentista nei primi anni di età mentre
tutti fanno visite regolari dal pediatra, questi ultimi dovrebbero diventare
molto più attivi nel preservare la
salute dei denti
dei loro assistiti”. A dirlo un gruppo di dentisti ricercatori che stanno
promuovendo l’uso di una sostanza che previene la carie nei bambini, malattia
che affligge molti infanti nel periodi di crescita e passaggio alla dentizione adulta.

Si tratta di una speciale
vernice al fluoro
che dovrebbe essere applicata appena spuntano i primi dentini. I bambini consumano molti dolci e questo li rende vulnerabili all’attacco
dei batteri, soprattutto quando non vengono subito lavati i denti dopo mangiato, questo succede ad esempio nelle
scuole tra le ore di merenda e il pranzo, nonostante l’attenzione degli
insegnanti nell’eduzione delle buone
pratiche di igiene orale
.

L’uso della vernice
al fluoro
è promossa dal gruppo Preventive Service Task Force statunitense,
un panel di ricercatori sostenuto dal Governo che ha pubblicato delle linee
guida per la prevenzione della carie nei
bambini
americani. Tali raccomandazioni sono state pubblicatI su
Pediatrics. Gli esperti italiani però non sono del tutto favorevoli
sull’applicazione della vernice al fluoro e dicono “non si può sostituire
lo spazzolino e il dentifricio fluorato. La fluoro profilassi in questo modo è
norma per tutti, come raccomandato dal Ministero
della Salute italiano
– afferma Antonella Polimeni, professore ordinario di
odontoiatria pediatrica all’università Sapienza di Roma ed esperta del settore
odontoiatrico per la Società italiana di
pediatria
(Sip) – L’igiene orale, inoltre, è una abitudine quotidiana che
va acquisita fin da piccoli, prima sotto la guida del genitore e poi in modo
autonomo. Non va trascurata e ritengo che l’uso di vernici da passare su tutta
la dentatura decidua non sia una strategia da perseguire ‘tout court’. La
fluoro profilassi è personalizzata, cambia da individuo ad individuo ed alcune
procedure vanno eseguite su individui ad
alto rischio di carie
“.