Archivio mensile:dicembre 2014

Come portare la protesi dentale o la dentiera

Ecco una piccola guida su “Come portare la protesi
dentale o la dentiera
”, un insieme di consigli, approfondimenti su verità e
falsi miti di un passaggio fondamentale e necessario, quello sostituire i denti
che non ci sono più, con la dentiera e protesi dentale che permettono la
piena ripresa delle funzione masticatoria del paziente.

Dentiera e protesi dentale, qual è la differenza e
quali sono le caratteristiche costruttive? Partiamo dalla definizione, dentiera
e protesi dentale
intendono  la stessa cosa, si tratta di un
“manufatto, realizzato per mano di specialisti in Odontotecnica, utilizzato per
rimpiazzare la dentatura originaria persa o compromessa per motivi funzionali
e/o estetici. Si definisce anche protesi dentaria la parte dell’odontoiatria
che si occupa della progettazione e costruzione di protesi”.
Una protesi dentale deve essere funzionale alla
masticazione, alla corretta fonetica e alla resistenza, deve essere innocua ed
esteticamente naturale, deve equilibrarsi al profilo facciale del paziente.
Portare la dentiera e la protesi dentale significa
sottoporti ad un’operazione preliminare, soprattutto quando si opta per la
fissa, infatti vengono inseriti degli elementi pilastro che consentono
l’applicazione permanente della dentiera. Che sia fissa o mobile ci sono alcuni
problemi che i pazienti riportano più frequentemente quando iniziano a portare
la protesi dentale o dentiera
, ecco quali sono:
–         
Eccesso di salivazione provocato dalla presenza di un corpo estraneo nella
bocca. Si tratta di una sensazione che passerà presto abituandosi alla protesi,
per risolvere il fastidio conviene deglutire più volte e gustare o una mentina
o una caramella dura.
–         
Sensazione della bocca piena, sembra che la dentiera sia troppo grossa e quindi
rende la bocca sporgente. I muscoli orali si devono abituare a tenere bene
la protesi dentale e la dentiera
, con il tempo si riesce a trovare una
posizione naturale ed esteticamente accettabile. Ricordatevi che la dentiera
comunque causa un cambiamento nella nostra bocca o il tempo può modificare la
parte di attaccatura alle gengive, ricordatevi di farvi visitare spesso dal
dentista e valutare se la dentiera si adatti ancora correttamente oppure deve
essere cambiata. 

Quanti denti ha un cane?

Prendere un cane è un impegno. Sappiamo che dobbiamo vaccinarlo e portarlo a controlli periodici. Sin da cucciolo ci accorgiamo dei suoi dentini; alcuni cuccioli più di altri hanno la passione per le cose da rosicchiare, tanto da arrivare a rosicchiare di tutto! Ma quanti denti ha i cane? Se ve lo state chiedendo eccovi a risposta:
un cane ha 28 denti decidui quando è cucciolo. Ciò significa che quando è piccolo ha 28 denti da latte che poi cadranno per lasciar spazio ai denti permanenti.

I denti da latte nel cane cucciolo crescono tra la terza e la sesta settimana di vita, ma il periodo può anche protrarsi.

I denti permanenti del cane adulto invece nascono tra il quarto e il sesto mese di vita. Il numero di denti permanenti è di 42.

Il loro modo di cambiare i denti è molto simile a quello degli umani, anche se, ovviamente, il numero e la forma dei denti è parecchio differente.

Nella foto che vedete, tratta dall’enciclopedia Il Cane amarlo, capirlo, educarlo a cura dell’Università degli studi di Milano, dipartimento di scienze veterinarie e sanità pubblica potete avere un quadro chiaro dei denti del cane e della loro funzione.

Quanti tipi di spazzolino ci sono?

Guardando le diverse pubblicità di aziende concorrenti siamo
sommersi da varianti di numerosi tipi di
spazzolini per la pulizia dei denti:
 vengono elaborate soprattutto le
setole che no sono più lisce e parallele ma vengono inserite in linee che
dovrebbero favorire una migliore pulizia delle superfici dentali.

La pubblicità
ci ha abituato a due tipi di spazzolini poi,
quello manuale e quello elettrico. Questo elettrico è un miglioramento di
quello manuale perché con l’azione movimentata favorisce la rimozione della
placca e in qualche modo anche del tartaro. Tuttavia, non è detto che questi
due siano sufficienti e per una pulizia ulteriore è stato inventato lo spazzolino interdentale, che sarebbe
un’evoluzione del semplice filo di
pulizia fra i denti
. si tratta in sostanza di un filo teso tra due aste
sorrette da un unico manico. Se la pulizia manuale con il filo interdentale
risultava difficile per le parti più interne della bocca, questo sistema
consente di rimuovere lo sporco tra due denti anche nella parte più profonda
della bocca. La tecnologia è riuscita a creare lo spazzolino interdentale
elettrico, il filo vibra leggermente e nello strofinamento favorisce la
rimozione completa della placca e del tartaro, due sostanze difficili da
mandare via con il semplice lavaggio e richiede spesso l’intervento di un
igienista dentale. Esiste poi anche lo spazzolino
monociuffo
, si tratta di uno spazzolino costituito da delle setole
raggruppate in un ciuffo che favorisce la pulizia e lo strofinamento delle
parti più interne e non raggiungibili con lo spazzolino, inoltre, la forma
appuntita consente di dedicarsi con particolare attenzione all’attaccatura
gengiva dente dove di solito si deposita il tartaro. L’ultimo spazzolino che vi
descriviamo è quello ortodontico, ovvero con setole ergonomiche studiate per
favorire la rimozione della sporcizia sulla superficie movimentata dei denti, è
quello comunemente mostrato nelle pubblicità.

A cosa serve il filo interdentale?

filo interdentale
Il filo interdentale completa il lavoro
dello spazzolino, del dentifricio e del
collutorio
. Questi tre elementi non riescono a rimuovere la “sporcizia” incastrata tra i
denti
e soprattutto non riescono a togliere la placca che si può formare in
questa zona così irraggiungibile.

Il filo interdentale prima si trovava solo in
farmacia, ma adesso viene venduto anche nei supermercati e nei negozi di
casalinghi che hanno una sezione dedicata alla cura del corpo. In genere si
tratta di un filo di nylon o cotone resistente morbido. Si tratta di un filo
contenuto dentro una scatoletta che contiene un rotolo. Il filo viene preso tra
le due mani e con diversi movimenti si passa nelle varie fessure
irraggiungibili. Da qualche tempo viene venduto anche uno spazzolino interdentale, si tratta di un manico uguale a quello
dello spazzolino che al posto delle setole ha un filo teso. A guardarlo ricorda
il rasoio della barba, solo che al posto delle lame ha un filo che con questa
costruzione diventa più semplice inserirli tra i vari interni dentali. La
tecnologia ci è venuta ancora di più incontro e ha creato lo spazzolino interdentale elettrico,
questo tiene il filo teso tra due molle elettriche che lo fanno leggermente
vibrare, in pratica quando passiamo questo tra i denti con il tremore del filo
si facilita la rimozione dei residui, della placca e talvolta anche del
tartaro. La pulizia profonda dei denti
e della bocca ricordiamo che ha un’importanza fondamentale e deve essere
eseguita periodicamente, è consigliabile anche far eseguire una pulizia
profonda ad un igienista. Tartaro, placche dentali, acidi e zuccheri possono
causare il proliferarsi di batteri che provocano a loro volta carie e
gengiviti. La carie è un’erosione progressiva e non recuperabile del dente
perché questo non ha proprietà rigenerative proprie. Quindi se ci tenete alla
vostra dentatura e alla vostra salute orale eseguite quotidianamente la pulizia
con dentifricio e spazzolino, se possibile anche con il filo interdentale

Ogni quanto fare la pulizia dei denti?

Se la vostra domanda è
ogni quanto fare la pulizia dei denti”,
la risposta che il dentista vi fornirebbe è “tutti i giorni, un’ora dopo i
pasti e ogni volta che mangiamo alimenti zuccherati”, questo perché il
proliferarsi dei batteri avviene proprio per effetto degli acidi prodotti dalle
fasi di deglutizione e digestione.

In realtà, esistono diverse modalità di
pulizia dei denti e che non comprende soltanto l’uso dei comuni spazzolini, dentifrici e collutori. Ad
esempio, l’uso del filo interdentale viene spesso trascurato perché considerato
strumento troppo difficile o fastidioso da utilizzare.

 E poi c’è la pulizia
medica, quella effettuata dall’ igienista dentale che porta alla rimozione del
tartaro, della placca e all’imbiancamento dei denti che possono subire
l’effetto di diversi bevande come caffè, alcol ma anche, ad esempio, del fumo
da sigaretta o tabacco in generale. Partendo dalla pulizia giornaliera, per un
particolare processo biochimico i medici consigliano sempre di non lavare i
denti proprio appena ci si alza da tavola, ma spettare almeno mezz’ora.

La
pulizia infradentale sarebbe importante farla se non tutti i giorni almeno due
volte a settimana, in quanto acqua, spazzolino e collutorio non riescono ad
arrivare nella zona tra un dente ad un altro. Se non si è capaci di usare il
filo interdentale o si ha paura di possibili danni si può chiedere aiuto al
dentista per le prime volte, oppure diventerà necessario eseguire più spesso la
pulizia o il controllo del tartaro e della placca in eccesso che con i residui
di cibo e i batteri che sopravvivono potrebbero causare patologie infettive
come carie, gengiviti e infezioni con rigonfiamento delle gengive stesse. La
pulizia dei denti è un’importante pratica che non è solo legata all’educazione,
al galateo e all’estetica.

Lavarsi bene i denti significa prevenire guai seri
per la nostra salute e risparmiare perché la cura di una semplice carie
richiede tempo e in qualche caso anche denaro. Le scuole materne ed elementari
organizzano spesso dei laboratori di prevenzione e apprendimento dedicato ai
più piccoli e ai genitori. Supportati dalle Usl locali si insegna a bambini e
grandi il corretto uso degli spazzolini e si insegna qualche cosa di più su una
parte del corpo molto importante: la bocca. 

La pulizia dei denti, quella che va fatta dal dentista, si consiglia di farla ogni sei mesi. In realtà basta andarci ogni anno e per soggetti meno predisposti al tartaro anche ogni due anni.