Archivio mensile:febbraio 2015

Salute orale, italiani bocciati perché si mangiano le unghie e mordicchiano i capelli

Gli italiani ci tengono
al proprio sorriso, popolo allegro, dalla battuta sempre pronta è agli ultimi
posti nella conoscenza perfetta dell’igiene orale. Ecco che cosa riporta
AdKronos.

 

Gli italiani sono
bocciati in igiene orale, non sanno
alcuni elementi principali che possono fare davvero la differenza in una
perfetta pulizia della bocca.

Ad esempio, non è detto che subito appena ci si
alza da tavola bisogna prendere in mano lo spazzolino perché rovinerebbe lo smalto dentale; questo ad esempio
avviene quando si assumono bevande acide e zuccherine come i succo d’arancia o
la limonata e il vino. La ricerca effettuata risulta importante perché
conoscere vizi  e stravizi può permettere
ci programmare meglio una campagna di informazione e prevenzione di malattie e
disturbi dentali. L’indagine è stata promossa dall’Osservatorio sull’igiene
orale di AZ e Oral-B in collaborazione con Aidi (Associazione igienisti dentali italiani), per sensibilizzare i
cittadini sui rischi e le conseguenze di una cattiva igiene orale. La ricerca,
condotta da Future Concept Lab su un campione di 700 persone di età compresa
tra i 19 e i 75 anni, mette in luce sia alcune lacune informative degli
italiani sia alcune strategie, semplici ma efficaci, per dare più valore ai
comportamenti virtuosi. Se esiste un 45% di persone che attua strategie di
prevenzione, una buona fetta del campione tende a sottovalutare alcuni segnali
d’allarme che a volte sono la conseguenza di cattive abitudini come:
mordicchiare una penna, portare alla bocca i capelli, mangiarsi le unghie.
Piccoli tic considerati irrilevanti da un terzo degli intervistati ai fini
della salute orale che possono condurre a problemi
con denti e gengive
. L’importanza di una più specifica informazione emerge
anche in relazione all’igiene quotidiana. Le buone abitudini per la salute
della bocca iniziano dal lavarsi i denti ma il 62,6% degli italiani bagna il
dentifricio con l’acqua, diluendone così l’effetto, e il 78% circa sciacqua a
lungo i denti con l’acqua dopo l’uso di spazzolino e dentifricio: sarebbe invece
opportuno non insistere con il risciacquo, così la protezione garantita dal
fluoro dura più ore. (Fonte: AdKronos)

Cura dei denti in gravidanza, anche la bocca subisce i cambiamenti dei nove mesi

Anche il cavo orale
subisce i cambiamenti vissuti dal fisico della donna durante i nove mesi della gravidanza. Diversi
test scientifici hanno dimostrato come nella bocca possono aumentare fenomeni
di acidità, gas e modificarsi la flora presente. Il tutto dipende dal cambiamento ormonale vissuto dalla
donna durante i mesi in cui porta il bambino in grembo e anche da tanti altri
fattori come un’alimentazione che potrebbe cambiare.

Ci è già capitato in un
precedente articolo di parlare di cura
dei denti durante la gravidanza
, la visita dal dentista con i suoi numerosi
strumenti non comporta nessun pericolo per il bambino, anzi si può dire che contribuisce
a proteggerlo. Se i denti per un qualsiasi motivo subiscono una carie o un’infezione queste due cose
potrebbero portare dolore alla madre e rappresentare un pericolo per il feto.
In questo caso, dentista e ginecologo lavorano
insieme per curare la donna senza far prendere medicinali o antidolorifici che
purtroppo non sono sempre compatibili con lo stato di gravidanza.

Molte donne trascurano
questo importante aspetto
preoccupandosi  di altro che
magari è meno importante. La salute
dentale
anche senza stato di gravidanza viene in genere trascurata per diversi
motivi, in genere distrazione, paura dei costi insostenibili, paura del
dentista. Se una cura non fatta e una carie possono essere fastidiose e
pericolose in altri contesti figuriamoci in un momento così delicato in cui il
corpo deve lavorare in pratica per due. Quindi, i controlli periodici dal dentista
durante la gravidanza
sono importanti e non solo, anche la corretta
igiene orale può fare la sua buona parte. Oltre allo spazzolamento accurato,
sarebbe opportuno usare anche il filo
interdentale
perché va a rimuovere le impurità e i batteri nei punti non
raggiunti dallo spazzolino e che possono diventare focolai  di infezioni e malattie dentali.

Paura del dentista e bambini, come affrontare l’odontofobia infantile?

Il termine odontofobia infantile è diventato un
vero e proprio termine tecnico in uso che indica la paura del dentista da parte
dei bambini. Si tratta di una situazione normale e che da una parte gli
odontoiatri infantili hanno imparato ad affrontare con diverse tecniche e
approcci, un ruolo importante per affrontare la paura dei bambini per il dentista deve essere svolta anche dai
genitori che potrebbero commettere degli errori di comportamento che possono
aumentare l’ansia dei bambini.

Quando un bambino prova dolore fisico non tende
e a mostrare la parte dolorante per farla curare perché associa il toccare ad
una maggiore percezione del dolore. Se un bambino
ha male ai denti
, nel nervosismo fargli aprire la bocca in una sala di
strumenti che potrebbero fare impressione con l’ansia e la preoccupazione dei
genitori potrebbero essere un insieme di fattori che inciderebbero
negativamente sulla riuscita o meglio la tranquillità della visita. La visita dall’odontoiatra pediatrico è un
momento importante per lo sviluppo dei denti dei bambini che sono fragili,
delicati e facilmente attaccabili da batteri oltre che soggetti a malformazioni
di dentizioni dovuti al vizio dei bambini di giocare con i propri denti in
crescita (spingere con la lingua) o peggio ancora perché si mettono mani o
oggetti in bocca. Se la prima visita è andata bene, il bambino potrebbe non
soffrire di odontofobia e
soprattutto se genitori e medici sono riusciti a trasmettergli sicurezza
nonostante una cura e un intervento fastidioso. Da parte dei genitori è
importante soprattutto una cosa, non associare l’andare dal dentista come una
punizione per aver mangiato troppi dolci, non aver concluso un pasto o
semplicemente come mezzo per intimorire durante qualche marachella di troppo.
Qualsiasi dottore è un amico e il dentista non lo è da meno. Cari genitori, il
dentista è anche importante per voi anche se può intimorire con i suoi
strumenti e far soffrire la odontofobia
da adulti.
Se però siete in ansia quando accompagnate i vostri figli dal
dentista fate una cosa, rimanete fuori dall’ambulatorio e non trasmettete la
vostra ansia al bambino che complicherebbe con la sua agitazione il lavoro
dello specialista.

Apparecchio extraorale

Per particolari difetti gravi della struttura ossea facciale
e dentale potrebbe essere necessaria l’installazione
di un apparecchio extraorale
. Andiamo ad approfondire questo termine.
“La trazione extra-orale o baffo è
una tipologia di apparecchio ortodontico
attaccato ad un apparecchio ortodontico fisso o ad un espansore palatale che
aiuta nella correzione di importanti problemi
malocclusori
.

Il trattamento di trazione extra-orale più comune è quello
utilizzato per correggere discrepanze antero-posteriore. Il baffo è attaccato
all’apparecchio ortodontico tramite
ganci metallici o un arco
. Cinghie o un berretto testa ancorano il baffo
alla parte posteriore della testa o del collo. In alcune situazioni, entrambi
vengono utilizzati. Sono utilizzati elastici per esercitare una pressione
all’arco o ai ganci. Il suo scopo è quello di rallentare o fermare la crescita
della mascella, quindi, di prevenire o correggere un overjet. Altre forme di
baffo trattano il morso aperto inverso, in cui la mascella non è abbastanza
avanti. Esso è simile ad una maschera, spesso associato all’apparecchio
ortodontico, e incoraggia la crescita in avanti della mascella.

Il baffo può anche essere usato per fare più spazio per i
denti ad entrare In questo caso il baffo è collegato ai molari, attraverso le
bande e tubi, e contribuisce a spostare questi molari indietro nella bocca,
aprendo lo spazio per i denti anteriori da spostare indietro con attacchi e
bande. Molteplici apparecchi e accessori sono tipicamente utilizzati
contemporaneamente alla trazione extra-orale, come ad esempio: elastici, molle
, placchette, apparecchi di Hawley,
archi extraorali
, un casco, espansori palatali, apparecchi di
Herbst,apparecchi di Wilson, cuffie ed altri strumenti. Molti pazienti devono
indossare una combinazione di, o tutti questi dispositivi in un dato momento
nel loro trattamento. Il baffo deve essere indossato circa tra 14 e 18 ore ogni
giorno per essere efficace nel correggere la overbite, tipicamente da 1 a 4
anni a seconda della gravità del overbite, quanto viene indossato e quanto il
paziente sta crescendo.

La trazione
extra-orale è costituita da tre componenti principali
: Arco: primo, l’arco
(o i ganci) è dotato di un arco di metallo su tubi attaccati ai molari
posteriori superiori e inferiori. Questo arco si estende poi fuori dalla bocca
e intorno al viso. I ganci sono diversi in quanto gancio nella bocca dei
pazienti e collegare direttamente alla staffa. Casco: il secondo componente è
il casco, che consiste di un numero di cinghie avvolgono la testa. Questo è fissato
con elastici o molle per l’arco. Cinghie aggiuntive e gli allegati vengono
utilizzati per garantire comfort e sicurezza. Attacco: la terza e ultima
componente – costituita in genere da bande, elastici o molle – si unisce
all’arco e al casco, fornendo la forza per spostare i denti indietro. La
maschera o trazione extra-orale inversa è un apparecchio ortodontico in genere
utilizzato in pazienti in crescita per correggere gli underbites (tecnicamente
denominati Classe IIi) tirando in avanti e favorire la crescita della mascella,
permettendo di raggiungere fino alle dimensioni della mandibola. Le maschere o
trazione extra-orale inversa deve essere indossato circa da 14 a 18 ore al
giorno, per essere veramente efficace nel correggere la morso, in genere ovunque
da 12 a 48 mesi a seconda della gravità del morso e quanto un paziente è
cresciuto. L’apparecchio normalmente consiste in una cornice legato alla testa
del paziente. La cornice ha una sezione che è posizionata davanti alla bocca
del paziente e permette il fissaggio di un elastico o di elastici direttamente
nella zona della bocca. Questi elastici sono poi agganciati all’apparecchio
ortodontico del paziente o ad apparecchi montati nella sua bocca. Questo crea
una forza di trazione in avanti per tirare la mascella in avanti”.