Archivio mensile:marzo 2015

Occhi e denti, ecco gli italiani che non mettono piede in uno studio dentistico o oculistico

Un’importante ricerca ha
rilevato che gli italiani spendono molti soldi per fare analisi del sangue ma
spendono molto poco per far controllare
occhi e denti
, sia la salute oculare che dentale risultano passare in
secondo piano rispetto ad altre parti del corpo. Ad incidere su questa noncuranza soldi e distrazione. Anche la pelle risulta essere poco considerata
anche se l’attenzione quotidiana permette di individuare subito problemi ed
eventuali patologie.

L’indagine è stata condotta dal portale
“Dottori.it” e dall’Istituto di ricerca Demoskopea. I medici hanno
intervistato ben trentasettemila cittadini tra i diciotto e i sessantacinque
anni. L’intento dell’indagine era quello di comprendere l’approccio degli
italiani con il controllo periodico,
il cosiddetto check up. Nonostante
siano molte le campagne che sottolineino l’importanza del controllo di denti e
occhi gli italiani prestano maggiore attenzione all’analisi del sangue
considerando questo strumento l’unico in grado di rispondere in maniera
completa e adeguata alla domanda di stato di salute. I dati parlano chiaro, 4
italiani su 10 hanno effettuato un prelievo negli ultimi sei mesi, mentre il
18% afferma di non controllare il sangue da ben due anni. Analizzando l’età si
rivela come siano i giovani i più disattenti in assoluto, quindi la fascia tra
i 18 e i 24 anni. Dai 25 il numero di prelievi cresce sempre a causa di una
patologia insorta o un evento che ha richiesto un esame approfondito e quindi
l’analisi del sangue. Analizzando la ricerca si nota un certo equilibrio nei
dati con un’Italia che comunque è a maggioranza di anziani. Sullo stato di controllo dei denti invece i dati sono
davvero preoccupanti. Non si va dal
dentista perché è costoso
e soprattutto perché si teme il dolore e il
prelievo di qualche dente. Gli occhi invece vengono del tutto trascurati fino
ad una comparsa di miopia o presbiopia acuta. Le donne sono le più disattente
sia per gli occhi che per i denti, l’andamento è una visita ogni due anni. ma
ci sono anche pazienti che hanno dichiarato di non aver mai messo piede in uno
studio dentistico e oculistico.

Curare all’estero i denti, la favola del turismo dentale e delle cure miracolose…

Il turismo dentale si può definire una sorta di viaggio della speranza
di pazienti e famiglie che vogliono risolvere al più presto un problema o un dolore
alla bocca. visto che in Italia i costi possono essere proibitivi spesso ci si
rivolge all’estero per trovare cliniche odontoiatriche e medici che con un
veloce trapianto e una cura non ben chiara promettono in miracolo che in breve
tempo si traduce in nuovi dolori, una possibile infezione, un nuovo dentista,
questa volta accreditato italiano, che ci deve mettere mano e cercare di far
soffrire il meno possibile il paziente.

I viaggi dentali alla ricerca di cure economiche e miracolose  trovano la loro linfa con il web, l’ingenuità
dei pazienti che cercano delle risposte mediche in uno strumento così grande e
vasto come Internet, nei social network che rimbalzano di link in link le
pubblicità di queste presunte cure che necessitano dei famosi viaggi oltralpe.

La comunità internazionale di dentisti è attenta a questo fenomeno, si
fanno campagne di informazione e prevenzione: informatevi meglio dove andate e
da chi vi fate curare. In Italia è l’ANDI che si occupa di questo allarmante
fenomeno, ecco che cosa dice l’Associazione
nazionale dentisti italiani
. Il rappresentante Gianfranco Prada ne parla
all’Agi e afferma: “Occorre fare molta attenzione, recarsi all’estero per
terapie odontoiatriche importanti quali impianti o protesi comporta seri
rischi. Non si possono risolvere problemi di mesi in pochissimo tempo. Non solo
i problemi si ripresentano, anche in forma piu’ accentuata – precisa -, le
terapie dentali sbagliate sono difficili da riprendere e vanno tutte rifatte”.
Per questo l’Andi lancera’ una campagna di informazione proprio sui social
network per mettere in guardia dai tranelli. “Negli anni ’80 – racconta Prada –
il fenomeno era piu’ diffuso. Venivano organizzati pullman per l’Olanda, dove
alla vacanza si abbinavano in modo estremamente economico problemi dentali. Ora
il fenomeno e’ in diminuzione, in molti hanno capito che non e’ una soluzione,
ma continua a esistere”.