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ascesso dentale

Ascesso dentale: tutti i tipi di ascesso

ascesso gengivale

ascesso dente

 

L’ascesso dentale così come l’ascesso gengivale, l’ascesso dente e tutti gli altri tipi di ascessi possono essere distinti in due grandi categoria a seconda che si tratti di ascessi e flemmoni perimascellari o perimandibolari.  Continua la lettura di Ascesso dentale: tutti i tipi di ascesso

dolore alla mascella

Dolore alla mandibola o mascella

Spesso ci sarà capitato di chiederci da cosa è causato il dolore alla mandibola o mascella.

Il cavo orale contiene numerosi germi patogeni che convivono normalmente in equilibrio biologico con quelli non patogeni. Quando questi germi penetrano in una cavità cariosa, determinano l’infezione della polpa e, quando questa va in necrosi per effetto dell’infiammazione trovano nel tessuto un ambiente molto idoneo per la loro riproduzione.   Continua la lettura di Dolore alla mandibola o mascella

Come viene la gengivite?

Non è semplice
rispondere alla domanda come viene la
gengivite
, perché bisogna considerare diversi elementi e l’inizio di una
serie di patologie dentali gravi e acute come la paradontite o la piorrea.

Per gengivite si
intende lo stato di infiammazione dei tessuti attorno al dente, appunto le
gengive. Queste da rosa e morbide si presentano gonfie, rosse, sanguinanti e piene di placca. Uno stato così grave
delle gengive è sicuramente causato dal una proliferazione dei batteri della placca, per la formazione
di questa che è principalmente un insieme di sali minerali e diverse sostanze
bisogna considerare diversi elementi e questo rende difficile rispondere al
perché viene la gengivite. Infatti, la causa può essere sistemica, quindi
legata ad una carenza di alcune sostanze nutritive come la vitamina C, A, B2 e
B12. L’uso di alcuni farmaci può causare la formazione della placca con il
conseguente ispessimento della gengiva. I ricercatori hanno anche scoperto un
collegamento con le alterazioni ormonali e infatti nel periodo della pubertà e
della gravidanza è facile essere soggetti predisposti alla gengivite ed è per
questo che alle donne in stato interessante viene consigliata la visita
periodica dal dentista senza preoccuparsi delle conseguenze per il feto che
anzi viene protetto da una prevenzione delle comuni malattie dentali che può
subire la mamma nel periodo di gestazione.

Cibo per denti sani: cibi che fanno bene ai denti

Cosa mangiare per mantenere un sorriso smagliante? Come aiutare denti e gengive a mantenersi sani? Noi di DentiBlog.net vi proponiamo di seguito 10 cibi che fanno bene alla vostra salute dentale, salvaguardando non solo denti e gengive, ma anche la bocca e tutti gli altri organi del vostro corpo, perché quando i denti stanno bene anche il resto dell’organismo non rischia infezioni o problemi futuri!

1) Sedano, carote, finocchi e mele
Grazie alle fibre, contenute in gran quantità, massaggia le gengive e pulisce i denti. Stesso lavoro viene svolto dai finocchi, dalle mele e dalle carote crude. Questi cibi, assunti crudi, servono a idratare le gengive e mantenerle sane.

2) Wasabi
Non è nella nostra cultura mangiarlo, ma se siete audaci provatelo, serve a proteggere i fegato dagli attacchi dei batteri.

3) Latte
Aiuta la formazione del calcio; andrebbe dato sempre ai bambini in fase di sviluppo e anche alle donne è consigliata l’assunzione di un bicchiere al giorno, per mantenere sane  e forti le proprie ossa, comprese quelle dei denti. Inoltre il latte contrasta l’azione degli alimenti che provocano la carie.

4) Verdure
La verdura a foglie verdi, il cavolo e i broccoli proteggono i nostri denti dalla placca. Perché? Perché contengono un minerale in grado di ostacolarne la formazione.

5) Mirtillo
Il mirtillo rosso ostacola la formazione di batteri dannosi, perché inibisce la produzione di glucano e di acido, e riduce il formarsi della placca.

6) Kiwi e arance
In generale tutta la frutta contenente notevole quantità di vitamina C, presente sopratutto in arance e kiwi, fa bene alle nostre gengive. Se soffrite di sanguinamento, di infiammazioni e fastidi alle gengive iniziate a prendere l’abitudine di consumare agrumi, vedrete che il disturbo andrà riducendosi.

7) Tè
Il tè verde e il tè nero sono un toccasana per la nostra bocca perché presentano i polifenoli capaci di contrastare la placca: bevuto in giusta quantità il tè aumenta la quantità di fluoro presente nella bocca e riduce la placca.

8) Pollo
Il pollo è fonte di proteine, così come la carne bianca in generale. Un uso costante nel tempo permette al nostro organismo di avere il giusto apporto di proteine utili alla salute di denti e gengive.

9) Cipolla
Non tutti amano mangiarla, ma possiamo garantire che è un ottimo disinfettante per bocca e intestino, poiché possiede forti proprietà antibatteriche. Inoltre, pare che abbia anche, come l’aglio, l’effetto di calmare il dolore ai denti.

10) Limone
Per chi ha denti macchiati o ingialliti dall’uso frequente di fumo e caffè il limone rappresenta un ottimo rimedio naturale per sbiancare i denti!!

Se conosci qualche altro cibo in grado di aiutare la salute dei nostri denti, lasciaci un commento!

Parodontite, piorrea : curarla si può

La malattia parodontale, più conosciuta come piorrea colpisce sei italiani su dieci e nel 10% dei casi si presenta in forma aggressiva, spesso già in giovane età e con una rapida progressione del danno. Nonostante ciò è poco conosciuta e sottostimata. Seconda una recente ricerca, il 31,2% ha una conoscenza adeguata della malattia, appena il 10,8% riconosce che interessa i tessuti parodontali e non esclusivamente le gengive, e solo il 2,5% sa che è provocata da batteri.
E’ inoltre ampiamente diffusa la convinzione che dalla piorrea non si possa guarire, ma che sia possibile solo rallentare la sua evoluzione. Oggi dopo anni di ricerche scientifiche e studi clinici prevenire e curare la malattia è possibile. Vediamo come.

La parodontite è causata da un’infezione che colpisce il parodonto, l’insieme delle strutture preposte al sostegno dei denti. Nel complesso sono quattro i tessuti che costituiscono l’apparato parodontale:
– Gengiva, tessuto molle di colore rosa che circonda i denti
– Osso alveolare, cavità delle ossa  mascellari dove i denti alloggiano nei rispettivi alveoli
– Legamento parodontale, insieme di fibre che nasce dall’osso e si attacca alla radice dei denti, su un tessuto estremamente sottile
– Cemento radicolare, rivestimento esterno della radice su cui si inseriscono le fibre parodontali

La piorrea ha caratteristiche specifiche: è polimicrobica, cioè i batteri e i virus responsabili sono tanti. Nella bocca abbiamo circa 700 famiglie di batteri, quando l’equilibrio tra quelli buoni, detti saprofiti, e i cattivi, detti patogeni, si rompe e quest’ultimi prendono il sopravvento, inizia il processo infiammatorio.L’infiammazione può manifestarsi in maniera più evidente in alcuni denti.

I fattori di rischio della piorrea sono molteplici:
– predisposizione genetica
– fumo: più fumi più è difficile ottenere la guarigione
– squilibri ormonali: come quelli tipici della gravidanza e della menopausa
– stress
– farmaci: come contraccettivi orali e calcio-antagonisti

Le soluzioni tradizionali sono il trattamento antibiotico, l‘igiene dentale professionale per rimuovere placca e tartaro e il lembo parodontale, un intervento chirurgico volto all’eliminazione del tartaro subgengivale.
Oggi hanno ideato un test genetico per evidenziare l’ereditarietà alla malattia e un test microbiologico che si esegue quando i segni dell’infiammazione sono evidenti e serve a stabilire quali e quanti batteri e virus sono presenti e a conoscere il livello di batteri massimo tollerato in forma individuale da ogni bocca. Il test andrebbe ripetuto una volta l’anno.

Come terapia innovativa c’è quella di procedere alla levigatura di delle radici, fatta col microscopio operatorio per eliminare in profondità placca e tartaro dalle superfici dentali. Per avere buoni risultati sono necessarie più sedute. Dopo di ciò si procede con la terapia fotodinamica con il laser che, essendo un’onda elettromagnetica, raggiunge i batteri nelle zone più profonde e stimola la ricrescita dei tessuti.

Rapporto tra artrite e denti

Artrite e denti: c’è
connessione?
Pare di si. Secondo uno studio svolto dalla dottoressa Melissa
Cantley, insieme ai professori David Haynes e Bartold Mark, ricercatori
dell’Università di Adelaide, pare che ci sia un rapporto ambivalente tra artrite reumatoide e denti e gengive.
Chi soffre di artrite può essere soggetto alla
caduta dei denti, così come chi ha problemi dentali può sviluppare i sintomi
dell’artrite.
Lo studio è stato condotto su un modello animale
ed è stato constatato che c’è un rapporto tra l’infiammazione delle gengive e
quella dei tessuti. L’artrite oltre a infiammare i tessuti ossei, ne causa la
perdita e ciò si può riscontrare anche nell’ apparato orale, per cui pare che vi
sia un legame, dimostrato concretamente sugli animali studiati, i topi: quelli
affetti solo da artrite reumatoide   perdevano densità e massa ossea non solo nel
corpo, ma anche nella bocca, così come quelli affetti solamente da una malattia
dentale la perdevano nelle articolazioni.
Questa scoperta potrebbe portare a curare i
problemi, entrambi, quello dentale e quello dell’artrite, facendo leva sull’ altra
patologia; curando denti e bocca si può curare l’artrite e viceversa e chi lo
sa, magari intervenendo su una malattia si può risolvere qualche disturbo
legato all’ altra. 

Come vanno spazzolati i denti?

Se scegliere lo spazzolino giusto è fondamentale, altrettanto importante è utilizzarlo nella maniera corretta. E’ meglio assicurarsi di utilizzare una corretta tecnica di spazzolamento, in modo da aumentare i benefici e ridurre al minimo eventuali effetti collaterali poco piacevoli.
Il movimento corretto da eseguire non è, come spesso si ritiene, quello orizzontale, bensì quello in senso verticale, perpendicolarmente alla gengiva. Il primo, infatti, non fa che trascinare i depositi di cibo e la placca tra un dente e l’altro, favorendo il ristagno e l’insorgere di tartaro e carie.
Al contrario lo spazzolino va mosso dalla gengiva verso il dente, in modo da rimuovere depositi e placca dal dente e allontanarli dal colletto gengivale. Ovviamente non bisogna limitarsi alla parte esterna dell’arcata dentale, ma pulire accuratamente anche la parte interna.
Oltre ai denti sarebbe corretto fare attenzione anche alla pulizia della lingua. Sempre utilizzando lo spazzolino, è possibile pulire la lingua dai residui di cibo ma anche da tutti quei piccoli microorganismi che, depositandosi e proliferando su un tessuto a loro congeniale, finiscono per  rendersi responsabili dell’alito cattivo. In questo caso è preferibile spazzolare più delicatamente, ma spingersi in profondità: è infatti l’interno del cavo orale che ha più bisogno di pulizia e attenzione.