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Protesi fisse ricostruttive: Richmond, intarsi e corone parziali

Esistono, oltre alle corone totali, altri tipi di protesi fisse ricostruttive?

Esistono altri te tipi di protesi fisse e possono essere distinte in:

  • Richmond: sono particolari corone totali a ritenzione intraradicolare. Sono formati da un perno che si inserisce all’interno della radice e da una parte coronale che può essere realizzata sia in metallo-acrilico che in metallo-ceramica. L’estetica di questa ricostruzione raggiunge buoni livelli sopratutto per la mancanza di moncone.

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La caduta dei denti cause e conseguenze

I denti non cadono per l’età, l’erosione dentale per motivi
strutturali che si scatenano con la senilità certo che sono importanti, ma la
caduta dei denti vede un insieme di elementi incidere e spesso questi sorgono
durante un’intera vita che magari ha visto trascurare buone pratiche di
prevenzione e cura.

La stabilità del
dente
deriva dalla forza della radice, dalla capacità di tenuta della base
morbida orale e anche dal grado di erosione che il dente ha accumulato nel
tempo.
Fattori genetici ed ereditari possono incidere sulla caduta dei denti ma questi si scontrano
con i problemi di salute sistemici, quindi l’insorgere di malattie che
indeboliscono il sistema immunitario e la flora di difesa naturale e la
struttura stessa delle radici. Che cosa succedere quando cadono i denti? Proviamo a vederlo insieme.

In pratica la caduta
dei denti
può avvenire o per mancanza di stabilità del dente o per
progressiva erosione. Per erosione
dentale
si intende l’attacco della parte esterna dei denti come avviene per
la carie che partendo dallo smalto arriva ad attaccare la polpa e devitalizzare
il dente fino a portare alla caduta. Abitudini alimentari scorrette e mancanza
di un quotidiana igiene orale può portare all’insorgere di patologie infettive
e quindi la possibile caduta. Ci sono poi delle malattie specifiche della bocca
che possono causare la caduta, una di queste ad esempio è la piorrea la
patologia più temuta riguardo al tema della “caduta dei denti”, essa
attacca i tessuti di sostegno, quindi la gengiva e parte della polpa. In
pratica il dente non è più stabile nella polpa dentale che viene erosa per
diversi motivi. La Paradontopia è la
seconda patologia temuta, la caduta dei denti è causata dalla distruzione dei
tessuti gengivali quindi l’osso.

Kolibree spazzolino

L’igiene orale è la prima medicina di benessere per i nostri
denti, sciacquare la bocca dopo mangiato ed effettuare il lavaggio vero e
proprio con dentifricio e spazzolino comporta non solo di avere una bocca sana
e pulita ma anche di avere delle gengive nutrite di importanti sostanze e di
mineralizzare i denti attaccati dai diversi acidi prodotti e rigurgitati o
trasmessi dalla nostra saliva che in realtà ha anche un’importante funzione di
protezione.

Kolibree è uno spazzolino intelligente presentato al CES 2014
di LAS VEGAS. Di spazzolini elettronici ne sono nati tanti e hanno la qualità
di regolare la forza della spazzolatura ed effettuare una profonda rimozione
dei residui di cibo e dei batteri. Kolibree spazzolino intelligente aggiunge un
elemento in più perché con dei sensori riprende e tiene traccia della
spazzolatura dei denti. Connesso in modalità wireless ai nostri device registra
quanto ripreso dai sensori e rappresenta con un video e un grafico la
spazzolatura effettuata presentando anche delle grafiche di confronto tra un
giorno e l’altro. Kolibree è stato presentato da un’azienda francese e costa la
bellezza di 200 dollari, viene però ritenuto uno strumento interessante se
applicato ad un programma di educazione all’igiene orale da seguire insieme al
dentista e all’ igienista soprattutto in caso di erosioni dentali o altre
patologie collegate in qualche modo alle nostre abitudini quotidiane e di
alimentazione. 

Diminuire le carie dei bambini con lo yogurt

Il problema delle carie colpisce gli adulti ma purtroppo colpisce anche i più piccoli. Ma esiste un modo per ridurre
il rischio di avere carie nei denti dei bambini? Difficile dirlo, ma ciò che
sappiamo è che in Giappone si sono
svolte delle ricerche per capire se esista qualche prodotto che possa diminuire
le carie nei denti dei bambini. Il risultato? Scopriamolo insieme.

L’università di Fukuoka
e di Tokio, attraverso un sondaggio
tra 2058 bambini di tre anni e l’utilizzo di yogurt, ha stabilito che esiste un modo per ridurre il rischio di
carie di oltre il 22%. Sarà vero oppure no? Bisognerebbe consultare alcuni
esperti per trovare una risposta a questa domanda, intanto però ci piace
pensare che i nostri figli possano aver denti sani proprio con questo rimedio.

Come vanno spazzolati i denti?

Se scegliere lo spazzolino giusto è fondamentale, altrettanto importante è utilizzarlo nella maniera corretta. E’ meglio assicurarsi di utilizzare una corretta tecnica di spazzolamento, in modo da aumentare i benefici e ridurre al minimo eventuali effetti collaterali poco piacevoli.
Il movimento corretto da eseguire non è, come spesso si ritiene, quello orizzontale, bensì quello in senso verticale, perpendicolarmente alla gengiva. Il primo, infatti, non fa che trascinare i depositi di cibo e la placca tra un dente e l’altro, favorendo il ristagno e l’insorgere di tartaro e carie.
Al contrario lo spazzolino va mosso dalla gengiva verso il dente, in modo da rimuovere depositi e placca dal dente e allontanarli dal colletto gengivale. Ovviamente non bisogna limitarsi alla parte esterna dell’arcata dentale, ma pulire accuratamente anche la parte interna.
Oltre ai denti sarebbe corretto fare attenzione anche alla pulizia della lingua. Sempre utilizzando lo spazzolino, è possibile pulire la lingua dai residui di cibo ma anche da tutti quei piccoli microorganismi che, depositandosi e proliferando su un tessuto a loro congeniale, finiscono per  rendersi responsabili dell’alito cattivo. In questo caso è preferibile spazzolare più delicatamente, ma spingersi in profondità: è infatti l’interno del cavo orale che ha più bisogno di pulizia e attenzione.

Scegliere il dentifricio giusto

Quale dentifricio scegliere nella marea di prodotti in vendita? “Quello che vi piace di più” è la risposta di gran parte dei dentisti, perchè l’importante è usarlo e lavarsi spesso i denti. L’utilizzo del dentifricio serve infatti a coadiuvare nell’azione meccanica di eliminazione della placca batterica, a rimuovere i residui di cibo, a prevenire eventuali irritazioni delle gengive.
Il dentifricio ha in genere la consistenza di una pasta, una crema o un gel, con diverse composizioni in genere arricchite con fluoro. E’ altamente sconsigliabile l’ingestione del dentifricio, in quanto contiene spesso sostanze sintetiche che possono risultare tossiche.
Come detto l’ingrediente attivo più frequente è il fluoro (in genere sotto forma di floruro di sodio), vista la sua azione nella prevenzione della carie. Al fluoro si associa quasi sempre un ingrediente abrasivo, che permette di dare una mano nella rimozione della placca: si può trattare di polvere di mica bianca o di frustoli di diatomee.
La stragrande maggioranza dei dentifrici contiene anche sodio lauril solfato. Si tratta di un anti microbico contenuto nei saponi come schiumogeno. Alcuni prodotti contengono anche bicarbonato di sodio, vitamine, erbe, calcio, enzimi, perossido di idrogeno, antibatterici, oltre a coloranti e aromi di vario genere per modificarne l’aspetto e renderli più gradevoli.

Denti del giudizio

I denti del giudizio sono i quattro denti molari che occupano la posizione più interna nel cavo orale. Vengono chiamati denti del giudizio perchè generalmente spuntano tra i 12 e i 24 anni. Non sempre, però, i denti del giudizio decidono di “uscire allo scoperto” e rimangono inclusi (il seme resta completamente coperto dalla gengiva) o semi inclusi. Questi casi si verificano se il dente non ha lo spazio sufficiente per uscire.
Più sfortunato il caso in cui il dente del giudizio cresce in direzione orizzontale e va a fare pressione su altri denti: in queste condizioni sono frequenti i casi di cisti, ascessi o carie.
Spesso, vista la sostanziale inutilità dei denti del giudizio, il dentista consiglia di procedere alla loro estrazione. L’operazione può risultare rapida e quasi indolore per alcuni, ma molto fastidiosa per altri. Ciò dipende dalla posizione del dente e dalla forma delle radici. In genere, comunque, l’estrazione di quelli superiori risulta più semplice, tanto da non aver bisogno dell’applicazione di punti di sutura. Spesso il decorso si limita a una moderata perdita di sangue da tamponare con una garza sterile.
Il dente estratto, infine, viene a volte usato per rimpiazzare denti irrecuperabili attraverso una sorta di “auto trapianto”.

Cosa è la carie?

Cosa è la carie? Come spunta la carie? Queste domande se le pongono in molti dei nostri lettori e noi di dentiblog.net abbiamo pensato di rispondere a tutti con un articolo chiarificatore.  

La carie è una cavità che si forma nel dente a causa dell’azione di batteri che favoriscono la produzione di acidi che, a loro volta, vanno ad intaccare lo smalto e la dentina. La carie comincia intaccando lo smalto: in questa fase lo smalto comincia a diventare ruvido, ma il processo è ancora reversibile curando l’igiene orale e utilizzando prodotti a base di fluoro.
Se però la carie si insinua più a fondo è necessario sottoporsi alle cure del dentista. Il medico agirà rimuovendo la parte del dente danneggiata e intaccata dalla carie. La parte mancante del dente verrà rimpiazzata con degli appositi materiali, in genere attraverso un’otturazione. Meno danneggiato è il dente, ovviamente, più sarà semplice e indolore l’intervento del dentista. In casi più gravi è invece addirittura necessario procedere alla cura canalare o devitalizzazione.
La formazione della carie viene “agevolata” dall’ingestione di cibi ricchi di zuccheri. E’ anche vero che può esserci una predisposizione genetica a questo inconveniente. Anche i denti storti e molto ravvicinati finiscono per rendere più probabile l’insorgenza della carie, vista la difficoltà nella pulizia. Durante la gravidanza e l’allattamento, infine, le donne possono essere maggiormente soggette in quanto intervengono delle modificazioni ormonali che fanno variare la composizione della saliva.

La devitalizzazione

Una carie trascurata può rendere necessaria la devitalizzazione del dente. Se entra, infatti, in profondità può andare ad intaccare la polpa dentaria, dove si trova la parte “viva” del dente. Altre cause di infiammazione e infezione di questo tessuto possono essere una contaminazione batteria o un trauma. L’infiammazione, nella maggior parte dei casi piuttosto dolorosa, può propagarsi causando ascessi o granulomi intorno all’apice o alla radice del dente.

In questo caso si rende necessario un intervento di devitalizzazione del dente, chiamato anche cura canalare. Il dentista andrà a rimuovere la polpa dentaria riempiendo la cavità rimasta con cemento canalare. L’intervento avviene, ovviamente, sotto anestesia. La parte più delicata riguarda proprio la pulizia del canale, che deve avvenire dopo un’accurata misurazione della sua lunghezza attraverso una radiografia e con l’ausilio di uno strumento chiamato localizzatore apicale
Nelle giornate successive sarà possibile accusare un indolenzimento dell’area in cui il dentista ha operato, ma in genere il disturbo passa in due o tre giorni. In alcuni casi le noie possono non essere finite qui, con un ascesso che si viene a creare nel caso in cui siano ancora presenti dei batteri. E’ il caso di rivolgersi nuovamente al dentista, che risolverà il problema procedendo al drenaggio dei canali.